Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

La modifica costituzionale in votazione il 18 maggio prossimo sulle cure mediche di base - che secondo l'ultimo sondaggio SSR raccoglie il 71% dei consensi - è un inganno. A dirlo oggi a Berna sono stati i rappresentanti del comitato - formatosi ieri e composto di medici e consiglieri nazionali UDC - "No al decreto federale sulle cure mediche di base". A loro avviso, la risposta del Consiglio federale alla penuria dei medici di famiglia sfocerà in realtà nella scomparsa di questa categoria professionale e nella nazionalizzazione del sistema sanitario.

L'articolo costituzionale sul quale si voterà tra breve è un controprogetto diretto all'iniziativa popolare "Sì alla medicina di famiglia" - frattanto ritirata - che ha raccolto 200 mila firme.

Stando alla maggioranza del parlamento e al Consiglio federale, sia il controprogetto diretto che le misure elaborate nell'ambito del piano direttore "medicina di famiglia e medicina di base" soddisfano le esigenze formulate dall'iniziativa.

In particolare è previsto un aumento delle entrate dei generalisti di 200 milioni di franchi l'anno grazie ad una revisione delle tariffe. Saranno inoltre fondati istituti per la medicina di famiglia in tutte le facoltà mediche e quelli già esistenti saranno ampliati.

Per il comitato contrario, il fatto che lo Stato prescriva le remunerazioni di una specifica categoria di medici contraddice platealmente il nostro ordinamento economico. Il nuovo articolo costituzionale (117a lett. b) parla di adeguata remunerazione delle prestazioni della medicina di famiglia.

I progetti in ambito medico-sanitario elaborati dal consigliere federale socialista Alain Berset (dossier elettronico, legge federale sulle professioni della salute, piano direttore, ecc.), condurranno inevitabilmente a una centralizzazione e concentrazione di potere in seno alla Confederazione che potrà decidere quali sono le cure più adeguate per ogni paziente, hanno sostenuto vari rappresentati del comitato contrario.

Quest'ultimo prende soprattutto di mira l'idea di promuovere nuove forme di prestazione sanitaria, come gli studi medici associati o centri sanitari, volti ad operare una prima selezione dei casi.

Per il comitato, tale soluzione - in voga nei paesi Scandinavi - viola la libertà di scelta del singolo, che sarà obbligato a rivolgersi a determinati professionisti piuttosto che a persone di fiducia per farsi curare. Dal momento che l'articolo costituzionale fa da battistrada a tutte queste riforme, il comitato giudica necessario respingere questa proposta prima che sia troppo tardi.

SDA-ATS