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Da gennaio formazione obbligatoria per piloti di droni

Giro di vite da gennaio per gli appassionati di droni. KEYSTONE/JEAN-CHRISTOPHE BOTT sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 21 luglio 2020 - 17:00
(Keystone-ATS)

Dal gennaio prossimo, gli appassionati di droni dovranno farsi registrare e seguire una formazione obbligatoria online, test compreso.

I certificati ottenuti su base volontaria non saranno, in linea di principio, validi. Per i giovani sotto i 12 anni sarà possibile far volare un drone solo se accompagnati.

Lo prevedono le nuove regole basate su quanto stabilito dall'Unione europea, stando a quanto indica oggi l'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC).

La nuova regolamentazione europea, cui la Confederazione si è adeguata, sarebbe dovuta entrare in vigore all'inizio di luglio ma la Commissione europea, a causa della pandemia di coronavirus, ha deciso di posticipare la data al primo di gennaio prossimo. Ciò significa che l'attuale regolamentazione svizzera sull'impiego dei droni rimarrà in vigore per tutto il 2020.

Il regolamento europeo, precisa l'UFAC, distingue tre diverse categorie per gli "aeromobili senza equipaggio". La stragrande maggioranza dei droni, soprattutto quelli a scopo ricreativo, opera nella categoria aperta. In questa categoria vengono regolamentate le operazioni con droni che non richiedono autorizzazioni poiché il rischio per la sicurezza è considerato limitato.

Alle disposizioni vigenti per la categoria aperta si aggiungono le seguenti regole: i droni potranno volare fino a una quota massima di 120 metri affinché possa essere mantenuto un contatto visivo diretto. In questo modo il pilota è in grado di riconoscere in ogni momento l'assetto e la direzione di volo del drone.

Oltre a ciò, è prevista un'età minima di 12 anni per l'uso autonomo di droni. Ai più giovani è permesso far volare droni solo se sorvegliati da una persona di almeno 16 anni che soddisfi i requisiti.

Sempre nella categoria aperta, il limite di peso minimo è stato abbassato da 500 grammi a 250 grammi. Le zone naturali protette e le vicinanze di aeroporti sono le uniche aree in cui i droni con un peso inferiore ai 250 grammi non potranno volare. Inoltre, anche ai droni con peso inferiore ai 250 grammi si applica il divieto di sorvolare gruppi di persone introdotto per la categoria aperta.

Per la maggior parte dei casi della categoria aperta, il nuovo regolamento prevede per i piloti l'obbligo di immatricolarsi, una formazione online e un test online, tutte condizioni nuove per la Svizzera. I corsi e gli esami si sono svolti finora su base volontaria. Col passaggio al nuovo sistema i cicli di formazione e i certificati già acquisiti su base volontaria non possono in linea di principio essere riconosciuti. Con la futura soluzione, per la categoria aperta si cercherà di contenere il più possibile i costi e gli oneri in termini di tempo, promette l'UFAC.

Circa l'aeromodellismo tradizionale, i regolamenti europei lasciano sufficiente margine di manovra fino al 2022 per la definizione di deroghe. Le norme per le future operazioni di droni vengono fissate in stretta collaborazione con la Federazione Svizzera di Aeromodellismo. Le nuove registrazioni e le zone regolamentate (vedi carta dei droni UFAC) saranno invece valide anche per l'aeromodellismo tradizionale.

Per i piloti di aeromodelli non affiliati a una federazione o un'associazione si applicheranno le disposizioni previste per la categoria aperta.

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