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Da SIX un po' a sorpresa OPA da 3 miliardi franchi per borsa Madrid

Il CEO di SIX Jos Dijsselhof ha ribadito che l'offerta da 3 miliardi per BME non ha nulla a che fare con la disputa sull'equivalenza del mercato azionario della Svizzera nell'UE. Sarebbe semplicemente "l'accordo giusto al momento giusto", ha detto. KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 18 novembre 2019 - 15:39
(Keystone-ATS)

L'offerta di tre miliardi di franchi di SIX per la borsa spagnola giunge un po' a sorpresa. In passato c'erano però già speculazioni sull'interesse dei SIX per una borsa dell'UE dopo la mancanza di riconoscimento della borsa svizzera da parte di Bruxelles.

L'UE alla fine giugno di giugno aveva lasciato scadere l'equivalenza per fare pressioni su Berna nell'ambito dei negoziati in corso dal 2014 per un accordo quadro istituzionale. Il Consiglio federale aveva allora deciso di impedire la negoziazione di azioni svizzere nei listini europei, obbligando gli operatori ad acquistarli direttamente a Zurigo o a passare attraverso le borse di New York o di Hong Kong.

In agosto l'agenzia Bloomberg, citando "cerchie ben informate", affermava che, se la mancata proroga del riconoscimento a livello europeo avesse dovuto protrarsi a lungo, SIX avrebbe avuto come potenziale obiettivo di acquisire la BME spagnola e la borsa di Vienna.

Fatto quasi subito negato dall'operatore elvetico. "Non abbiamo la necessità di rilevare una Borsa in Europa", in quanto "le misure di protezione decise dal Consiglio federale dopo la fine dell'equivalenza borsistica stanno funzionando". "Le acquisizioni sono un obiettivo ma non nel campo delle Borse", aveva spiegato spiegato un portavoce.

E ancora solo due settimane fa, il capo della divisione per i servizi di borsa della SIX, Thomas Zeeb, aveva dichiarato all'agenzia di stampa economica AWP che l'acquisto di una borsa dell'UE o la cooperazione con una di esse "non era all'ordine del giorno" nel contesto della mancanza del riconoscimento da parte di Bruxelles.

E oggi in conferenza telefonica il CEO di SIX, Jos Dijsselhof, ha ribadito che l'attuale offerta per BME non ha nulla a che fare con la disputa sull'equivalenza del mercato azionario. I colloqui tra la Svizzera e l'Unione europea non sarebbero quindi né semplificati né resi più duri in seguito all'acquisizione.

Se la più grossa operazione nella storia dell'azienda dovesse avere luogo, SIX sostituirebbe la Deutsche Börse come numero tre in Europa. "È l'accordo giusto al momento giusto", ha detto Dijsselhof. SIX prende in considerazione anche la riduzione dei costi, ma l'obiettivo principale sarebbe la crescita del fatturato. L'attività di borsa - ha spiegato - è un'attività di scala, e l'intero settore è esposto a una grande pressione competitiva, non da ultimo a causa dell'avanzata tecnologia. Il consolidamento sta procedendo bene. Recentemente, tuttavia, diversi grandi progetti sono falliti.

Anche se gli spagnoli si sono mostrati bendisposti all'offerta proveniente da Zurigo, non si sono ancora espressi per nessuna delle due parti in lizza. "BME è soddisfatta dei nostri impegni, ma ha bisogno di tempo per valutare pienamente l'offerta", ha sottolineato Dijsselhof.

Lo scorso anno SIX ha realizzato un fatturato di 1,2 miliardi di franchi, con il contributo maggiore, di 509 milioni, frutto del commercio di titoli.

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