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Da Svizzera un milione di franchi per locuste in Africa orientale

La Svizzera ha stanziato un milione di franchi per aiutare i paesi dell'Africa orientale a far fronte all'invasione dalle locuste del deserto.. KEYSTONE/AP/Ben Curtis sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 18 febbraio 2020 - 19:22
(Keystone-ATS)

La Svizzera ha stanziato un milione di franchi per aiutare i paesi dell'Africa orientale a far fronte all'invasione dalle locuste del deserto. Se la situazione peggiorasse, potrebbero essere messi a disposizione altri fondi.

Lo riferisce un comunicato odierno del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), in cui si precisa che Somalia, Etiopia, Kenya stanno subendo la peggiore invasione di locuste degli ultimi decenni. Migliaia di ettari di terreno coltivabile e di pascoli sono stati danneggiati, con gravi conseguenze per il sostentamento di milioni di famiglie la cui sicurezza alimentare è già fragile. A causa delle condizioni meteorologiche favorevoli, gli sciami si stanno spostando verso l'Uganda e il Sudan del Sud, scrive il DFAE.

Il 28 gennaio la FAO (Organizzazione dell'ONU per l'alimentazione e l'agricoltura) ha lanciato un appello alla comunità internazionale per raccogliere 76 milioni di dollari destinati a combattere questo flagello. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) ha ora deciso di donare un milione di franchi.

L'invasione di cavallette ha devastato i raccolti e ora quasi 12 milioni di persone sono esposte a una grave insicurezza alimentare. Nonostante gli sforzi già intrapresi, la voracità di questi insetti rappresenta una minaccia per altri 20 milioni di persone, precisa la nota odierna. La situazione è inoltre aggravata dai conflitti e da altri problemi legati al clima. Il tutto potrebbe causare nuovi grandi spostamenti di popolazione.

La locusta del deserto è considerata il parassita migratorio più distruttivo del mondo perché è altamente mobile e si nutre di ogni genere di pianta. L'obiettivo dei finanziamenti internazionali non è solo quello di fermarne l'invasione e di prevenirne la diffusione, ma anche di sostenere le famiglie che hanno già subito danni.

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