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Lo studio è pubblicato sulla rivista Nature.

Keystone/DPA dpa-Zentralbild/Z1022/_PATRICK PLEUL

(sda-ats)

Nel 2015 i veicoli diesel hanno immesso nell'aria il 50% di inquinanti in più rispetto agli standard dichiarati, con le emissioni in eccesso che sono collegabili a quasi 40mila morti premature nel mondo.

È quanto emerge da uno studio internazionale capitanato dall'International Council on Clean Transportation e pubblicato sulla rivista Nature.

I ricercatori hanno preso in esame le emissioni di ossidi di azoto dei veicoli diesel, leggeri e pesanti, nell'Unione Europea e in altri dieci mercati - Australia, Brasile, Canada, Cina, India, Giappone, Messico, Russia, Corea del Sud e Stati Uniti - in condizioni di guida reali nel 2015. Hanno registrato 13,2 milioni di tonnellate di ossidi di azoto, circa il 50% in più rispetto gli 8,2 milioni di tonnellate che si sarebbero avuti in caso di rispetto delle certificazioni.

I 4,6 milioni di tonnellate in più, sottolineano gli studiosi, sono collegabili a 38'000 morti premature a livello mondiale, la maggior parte dei quali in Ue, Cina e India. L'esposizione agli ossidi d'azoto è infatti legata a una ridotta aspettativa di vita dovuta a ictus, malattie cardiache, broncopneumopatia cronica ostruttiva e cancro ai polmoni.

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SDA-ATS