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Dalai lama: ho lasciato politica senza pressioni

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 agosto 2011 - 19:53
(Keystone-ATS)

"Ho scelto di rinunciare alle mie funzioni politiche liberamente, con gioia, senza subire pressioni. Sono particolarmente felice di non essere più Primo ministro". Il Dalai lama ha così commentato la sua scelta di conservare la sola funzione di capo spirituale dei tibetani poco dopo essere arrivato in Francia.

A 76 anni, il Nobel per la pace è sbarcato oggi all'aeroporto di Tolosa (sud-ovest), dove terrà tre giorni di riunioni e conferenze sul buddhismo per cui sono attese più di 10.000 persone. Il nuovo primo ministro del governo tibetano in esilio ha prestato giuramento appena lunedì scorso. Il Dalai lama, figura storica della lotta per i diritti del Tibet contro il governo cinese, ha anche spiegato che, da due o tre anni, osserva "una certa evoluzione nell'ambiente politico cinese, verso il riconoscimento, se non dell'indipendenza, ma di una certa autonomia del Tibet".

La sua presenza in Francia è dovuta esclusivamente a "motivi pastorali", fanno sapere i suoi collaboratori, ma nel corso del suo soggiorno potrebbe incontrare dei responsabili politici che appoggiano la sua causa.

In Francia il buddhismo è la quinta religione, praticata da circa 800.000 persone, ma gli specialisti ritengono che i simpatizzanti sfiorano i 5 milioni. L'ultima visita del Dalai lama in Francia risale al 2009, quando fu eletto cittadino d'onore della città di Parigi, a dispetto delle proteste di Pechino.

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