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Oltre 200 persone, tra cui decine di bambini, sono state uccise in Darfur dalle "armi chimiche" utilizzate dalla forze del Sudan nell'offensiva lanciata lo scorso gennaio.

Lo denuncia Amnesty International al termine di un'indagine durata otto mesi riportata dalla Bbc.

Attraverso foto, video e testimonianze dei sopravvissuti l'organizzazione internazionale è arrivata alla conclusione che nella regione di Jebel Marra, le forze sudanesi hanno perpetrato "stupri e uccisioni di massa" e hanno usato armi chimiche "30 volte".

Il Darfur dal 2003 è teatro di un conflitto tra la maggioranza nera della popolazione, composta da tribù stanziali, e la minoranza nomade originaria della Penisola arabica, maggioritaria invece nel resto del Sudan. Ribelli sono insorti contro il governo di Khartoum accusandolo di discriminare e abbandonare la popolazione del Darfur: in seguito alla risposta armata del Sudan, finora vi sono stati circa 300 mila morti e due milioni di sfollati.

A gennaio, le forze sudanesi hanno lanciato una nuova offensiva contro le roccaforti dei ribelli guidati da Abdul Wahid, nella zona di Jebel Marra dove ci sono stati pesanti bombardamenti che di fatto colpiscono la popolazione civile.

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SDA-ATS