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Il governo della Francia smentisce lo spionaggio massiccio dei francesi da parte dei servizi segreti transalpini, rivelato ieri dal quotidiano Le Monde. Se Parigi riconosce l'esistenza di "interventi di sicurezza" (intercettazioni telefoniche e recupero dei metadati), è completamente falso, secondo i servizi del primo ministro Jean-Marc Ayrault, che gli 007 procedano a delle intercettazioni massicce e illegali.

Al contrario, la sorveglianza delle reti è possibile "solo a titolo eccezionale", in casi particolari, come terrorismo, criminalità, lotta contro le milizie priva e per la protezione degli interessi economici e scientifici della Francia.

Ieri, Le Monde ha pubblicato una lunga inchiesta in cui descrive con dovizia di particolari come la Direzione generale della sicurezza esterna (Dgse) intercetti, raccolga e immagazzini informazioni sulle comunicazioni personali dei francesi, in patria e verso l'estero.

Una batosta per il governo di Francois Hollande, in prima linea nel denunciare l'atteggiamento dei servizi Usa nella vicenda del Datagate, con la Nsa, l'agenzia di intelligence del Pentagono, che spiava un po' dappertutto nel mondo. Più precisamente, ciò che interessa gli 007 d'Oltralpe, sulla scorta di quelli statunitensi, non è tanto il contenuto dei messaggi, quanto il 'contenitore', ovvero tutti quei dati che accompagnano ogni sms, fax e messaggio di posta elettronica o sui social network.

Definite in linguaggio tecnico 'metadati', queste informazioni indicano per esempio l'identità di mittente e destinatario, la loro collocazione geografica, data e ora del messaggio, oggetto e peso complessivo in byte.

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SDA-ATS