La consigliera federale Viola Amherd vuole ancora maggiore trasparenza, in particolare finanziaria, in merito al tiro fuori dal servizio militare. I provvedimenti principali riguardano la pubblicazione delle spese per le munizioni.

Le misure consentiranno alla Confederazione di risparmiare mezzo milione di franchi all'anno. I principi del tiro fuori del servizio militare (tiro obbligatorio, tiro in campagna e corsi per giovani tiratori) comunque "dovrebbero rimanere inalterati poiché si sono dimostrati efficaci e sono essenziali per un sistema di milizia ben funzionante", scrive in una nota odierna il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), diretto da Amherd dal primo gennaio dello scorso anno. Ma il DDPS rileva anche l'esigenza di "trasparenza nei confronti dell'opinione pubblica".

Dal 2017 nel DDPS, allora diretto dal consigliere federale Guy Parmelin, i processi nell'ambito del tiro sono oggetto di verifiche, che hanno indotto le autorità ad adottare già alcune misure. Ad esempio l'applicazione informatica esterna, utilizzata in comune dal DDPS e dalla Federazione svizzera di tiro, che non era conforme ai requisiti in materia di sicurezza dell'Amministrazione federale, è stata adattata. Sulla base delle verifiche lanciate da Parmelin, Amherd ora ha deciso ulteriori provvedimenti.

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