La segretaria di Stato del DFAE Pascale Baeriswyl e il viceministro degli esteri di Teheran Seyed Abbas Araghchi hanno firmato un accordo sull'assunzione da parte di Berna di un mandato in qualità di potenza protettrice in Canada, che non comprende servizi consolari.

Una delegazione iraniana di alto livello era in Svizzera ieri e oggi per discussioni su vari ambiti, svoltesi "all'ombra delle attuali tensioni". Con l'assunzione di questo mandato, la Svizzera sottolinea il proprio impegno nell'ambito dei buoni uffici nella regione, indica un comunicato diramato questa sera dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

I colloqui si sono svolti in occasione delle consultazioni bilaterali che si tengono annualmente tra Berna e Teheran, sottolinea la nota, che però non cela l'atmosfera di tensione che quest'anno li ha avvolti. Il DFAE non ne parla esplicitamente, ma il riferimento è alle sanzioni adottate dagli Stati Uniti, di cui la Confederazione è potenza protettrice in Iran, in seguito alla vertenza sul nucleare.

Il bilaterale in Svizzera interviene durante una settimana di intensa attività diplomatica a Teheran, dove lunedì si è recato il ministro degli esteri tedesco Heiko Maas, esponente con Francia e Gran Bretagna del terzetto di Paesi dell'Ue firmatari dell'intesa sul nucleare del 2015. Da ieri, per tre giorni, a Teheran si trova il premier giapponese Shinzo Abe. Nella prima missione di un capo del governo di Tokyo dalla fondazione della Repubblica islamica 40 anni fa, il primo ministro nipponico è alla ricerca di una mediazione sul dossier nucleare fra Iran e Usa.

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