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Il sito della regione Lägern Nord - a cavallo fra Argovia e Zurigo - deve essere nuovamente considerato quale possibile ubicazione per il deposito di materiale atomico esausto in strati geologici profondi.

È quanto chiede il Comitato dei cantoni delle regioni interessate (AdK). La Società cooperativa nazionale per l'immagazzinamento di scorie radioattive (Nagra) l'aveva invece scartato nel gennaio 2015.

La decisione della Nagra "non può essere sostenuta, se la si analizza in modo critico", hanno indicato gli esperti dell'AdK. Dopo aver effettuato una controperizia, questi hanno rilevato che "i modelli rappresentati sono inesatti e i dati incerti".

Gli specialisti cantonali giungono così alla conclusione che uno stoccaggio più profondo nella regione Lägern Nord è possibile. Inoltre, il sito disporrebbe di maggior spazio utilizzabile rispetto alle stime della Nagra.

Gli esperti del Comitato dei cantoni interessati mettono inoltre in risalto le debolezze dei siti prescelti, ovvero il Giura orientale (SO/AG) e la zona Nord-Est di Zurigo. A loro avviso, essi presentano molti più difetti di quanto descrive la Nagra.

Stando al loro rapporto, che è stato trasmesso nel frattempo all'Ufficio federale dell'energia (UFEN), i siti proposti avrebbero subito una erosione glaciale più importante rispetto a quello del Lägern Nord.

Scelta delicata in materia di sicurezza

La Nagra ha reagito al rapporto degli esperti cantonali, ribadendo che un deposito situato a 900 metri di profondità può "essere effettivamente costruito", ma ciò "comporta degli inconvenienti sul piano della sicurezza rispetto a un'installazione a 700 metri di profondità".

In un primo tempo, la Nagra aveva fissato la profondità massima per lo stoccaggio delle scorie radioattive a 900 metri. L'aveva però in seguito portata a 700 metri, ciò che aveva contribuito a scartare il sito della regione Lägern Nord nel gennaio 2015.

All'epoca la Nagra aveva ritenuto che la zona a cavallo tra il canton Argovia e il canton Zurigo mancasse inoltre di spazio disponibile per sotterrare i rifiuti radioattivi negli strati geologici profondi.

Tuttavia, nel settembre 2015, l'Ispettorato federale per la sicurezza nucleare (IFSN) aveva sottolineato come i dati utilizzati per scartare il sito argoviese-zurighese non fossero più attuali e non rispondessero più ai criteri fissati dalle autorità. L'IFSN aveva chiesto alla Nagra dati tecnici supplementari, in particolare per quanto concerne la profondità ottimale del deposito.

In una nota odierna, la Nagra indica che le occorreranno sei mesi per fornire le informazioni supplementari richieste dall'IFNS. I rapporti saranno pubblicati durante l'estate e la decisione finale dell'IFSN è attesa per la primavera 2017.

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SDA-ATS