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Didier Burkhalter, capo del Dipartimento federale degli affari esteri

KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS

(sda-ats)

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) sta attualmente valutando se continuare a sostenere una organizzazione non governativa attiva in Palestina che è accusata di non distanziarsi a sufficienza dal terrorismo.

"Prendiamo sempre molto seriamente queste critiche e insieme a i nostri partner abbiamo immediatamente avviato delle verifiche", ha indicato all'ats il DFAE confermando una notizia pubblicata oggi dalla SonntagsZeitung.

L'ong in questione è la Human Rights and International Law Secretariat con sede a Ramallah, che riceve denaro da Svizzera, Danimarca, Olanda e Svezia. Il suo obiettivo è favorire i diritti umani e il diritto internazionale umanitario nei territori palestinesi occupati da Israele. Questa associazione gira a sua volta il denaro a 24 organizzazioni palestinesi o israeliane e pro-palestinesi.

Fra queste figura Women Affairs Technical Committee (WATC), che in maggio ha aperto nella località di Burka, vicino a Nablus, un centro giovanile che porta il nome di un Dalal Mughrabi, una militante di Fatah che nel 1978 partecipò al dirottamento di un autobus in Israele che si concluse con la morte di 35 persone, fra cui 13 bambini.

Se le indagini dovessero confermare un comportamento non corretto da parte della ong saranno tratte le opportune conseguenza, che potrebbero andare sino all'immediata sospensione degli aiuti, scrive il DFAE. Stando alla SonntagsZeitung la Svizzera dal 2013 ha già versato 5 milioni di franchi. Lo stesso domenicale riferisce che la Danimarca ha già bloccato l'elargizione di fondi.

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SDA-ATS