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Diagnosi codificate dei pazienti

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 settembre 2011 - 10:15
(Keystone-ATS)

Medici e ospedali dovranno consegnare agli assicuratori, assieme alle fatture, anche le diagnosi codificate dei loro pazienti. Il Consiglio nazionale ha accettato oggi - con 103 voti contro 64 (sinistra) - di iscrivere questa prassi nella legge.

Attualmente i fornitori di prestazioni mediche devono inviare agli assicuratori una fattura dettagliata e comprensibile, così come tutte le indicazioni necessarie per permettere di verificare il calcolo della rimunerazione.

Per il Consiglio federale, a queste informazioni è necessario aggiungere anche le diagnosi codificate. Si tratta di uno strumento essenziale per controllare efficacemente le prestazioni, ha affermato Ruth Humbel (PPD/AG) a nome della commissione.

La sinistra, preoccupata per la protezione dei dati dei pazienti, si è opposta invano. Queste diagnosi dettagliate saranno nelle mani di molte persone in seno alle casse malattia, ha messo in guardia Yvonne Gilli (Verdi/SG). Si tratta di informazioni personali estremamente sensibili che dovrebbero essere a conoscenza solo del medico curante, ha aggiunto Silvia Schenker (PS/BS).

Sono timori ingiustificati, ha risposto il ministro della sanità Didier Burkhalter. La protezione dei dati sarà pienamente garantita dalle disposizioni di esecuzione, ha precisato. Le informazioni saranno criptate e rese anonime.

Su iniziativa del governo, questa disposizione è venuta ad aggiungersi a una revisione delle legge sull'assicurazione malattia (LAMal) riguardante il sistema tariffario Tarmed. Siccome i fornitori di prestazioni e le casse malattia spesso non riescono a mettersi d'accordo, in futuro il Consiglio federale dovrebbe avere più competenze per intervenire e procedere ad adeguamenti delle tariffe.

La modifica legislativa è stata motivata anche da un rapporto del Controllo federale delle finanze (CDF), che nel mese di dicembre dello scorso anno aveva rilevato che la struttura tariffale era fondata su "basi di calcolo lacunose e obsolete".

Il Consiglio degli Stati deve ancora pronunciarsi in merito.

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