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Il consigliere federale Didier Burkhalter, al primo giorno della sua visita in Giordania, ha visitato una scuola nella periferia povera di Amman e il campo profughi di Azraq, dove la Svizzera sostiene un programma di approvvigionamento idrico ai circa 24'000 profughi.

Il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha ringraziato per l'impegno dimostrato dalla Giordania, che ha già accolto oltre 600 000 profughi siriani fuggiti dal loro Paese, fa sapere il DFAE in un comunicato.

Burkhalter, che ad Amman parteciperà a una riunione mediterranea dell'Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa (OSCE), ha sottolineato la volontà della Svizzera di fare la sua parte e ha firmato una lettera d'intenti insieme ai responsabili dell’UNICEF, l'organismo che dirige i lavori volti a migliorare le condizioni sanitarie nel campo profughi. L'aiuto concerne in particolare la costruzione di un sistema di distribuzione dell'acqua potabile. Senza queste migliorie, dopo un certo periodo, i profughi abbandonano i campi per cercare condizioni di accoglienza migliori, soprattutto in Europa.

Burkhalter, inoltre, ha fatto presente ai propri interlocutori che il Governo svizzero è consapevole dell'urgenza degli aiuti e che, a tal fine, ha sbloccato recentemente altri 70 milioni di franchi, in aggiunta ai circa 200 milioni già investiti da Berna per l'aiuto umanitario a favore dell'intera regione interessata dalla crisi siriana.

Il capo del DFAE ha anche ribadito il proprio appello alla comunità internazionale affinché, prima dell'arrivo dell'inverno, intensifichi il sostegno alla popolazione colpita dalla crisi siriana e ai Paesi che confinano con la Siria.

In occasione della visita a una scuola della periferia povera di Amman, di cui la Svizzera ha cofinanziato la ristrutturazione degli impianti sanitari e delle aule attraverso un progetto della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), Burkhalter ha inoltre sottolineato l'importanza che il Consiglio federale attribuisce ai giovani e alla tutela dei più deboli.

I lavori di ristrutturazione della scuola hanno permesso di portare da 800 a 1200 il numero degli alunni e contribuiscono a offrire una prospettiva per il futuro alle nuove generazioni.

La scolarizzazione rappresenta una sfida ricorrente in Giordania, che accoglie già un numero considerevole di profughi palestinesi. A questi, si aggiungono ora circa 220 000 giovani siriani in età scolare, di cui soltanto 120 000 hanno trovato posto nelle scuole pubbliche.

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SDA-ATS