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L'eurozona da oggi sarà guidata da un olandese, finora sconosciuto e con nessuna esperienza economica ma con le idee chiare, che piacciono alla Germania: "austerity e conti in pareggio sono importanti perchè portano crescita", è il biglietto da visita del neo-presidente dell'eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.

Nella prima riunione dell'anno l'eurozona cambia guida, affronta la crisi di un altro Paese del Sud, riapre il delicato discorso sulla possibilità del fondo salva-Stati Esm di ricapitalizzare direttamente le banche senza passare dagli Stati, ovvero riapre i discorsi sul grado di solidarietà a cui è disposta a spingersi l'Europa. Tutti temi che riaccendono il conflitto tra Nord e Sud, che la nuova guida olandese non aiuterà a sanare.

PRESIDENTE EUROGRUPPO. A sostituire il lussemburghese Jean Claude Juncker in carica dal 2005 è il ministro delle finanze olandese Dijsselbloem. "Completare l'unione bancaria, proseguire la strategia di consolidamento dei conti, creare occupazione" sono i primi punti della sua agenda. Fortemente sponsorizzato dalla Germania, è stato eletto con il solo voto contrario della Spagna.

Non ha alcuna esperienza nè economica, nè di ministro: è responsabile delle Finanze dell'Olanda da novembre scorso e prima era portavoce del partito laburista per il dossier istruzione. Ma non è certo il curriculum ad aver convinto Berlino, bensì la sua propensione ad essere sempre d'accordo con gli amici tedeschi, soprattutto sulle politiche di austerità. "Ritengo che l'austerity e conti in pareggio siano importanti per il futuro, perchè significano più investimenti e possibilità di crescita. Ma la strada per ottenere conti in ordine è dura" spiega a fine eurogruppo, presentandosi alla stampa per la prima volta.

CIPRO. La crisi di un altro Paese del Sud 'spendaccionè, con un debito già più elevato della Grecia, riapre il dibattito sulla capacità di risposta dell'eurozona alle emergenze. Nicosia ha chiesto gli aiuti già diversi mesi fa, ma la decisione non arriverà prima di marzo, cioè prima delle elezioni presidenziali cipriote.

Un po' perchè l'Europa aspetta ancora di vedere il piano di privatizzazioni che le ha chiesto, e che l'attuale presidente si rifiuta di presentare, e un pò per i timori che i suoi aiuti finirebbero nelle banche cipriote fortemente sospettate di coprire loschi affari di capitali russi. E poi c'è la Germania che anche in questo caso, come fu per la Grecia, punta a rimandare: prima vuole una task force che indaghi su eventuali frodi fiscali, poi vuole che la Russia abboni la sua parte di debito.

AIUTI BANCHE. Altro aspetto critico è la ricapitalizzazione diretta delle banche da parte del fondo salva-Stati Esm e l'eventuale retroattività della decisione. La Ue aveva promesso che dopo la supervisione bancaria unica si sarebbe dato il via libera all'Esm ad andare direttamente in soccorso delle banche, senza passare dagli Stati e quindi pesare sul debito.

Una ipotesi molto attesa dalla Spagna, che ha già chiesto aiuti per le sue banche, e anche da Irlanda e Portogallo nel caso in cui la norma fosse retroattiva. Ma Germania, Olanda e Finlandia vogliono che valga solo per il futuro, e comunque puntano a rimandare tutto al 2014, quando la supervisione unica decisa a dicembre entrerà in vigore. "Abbiamo bisogno di discutere ancora a livello tecnico", ha detto Juncker, secondo cui non ci saranno progressi prima di giugno.

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SDA-ATS