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BERNA - Non si sono fatte attendere le reazioni all'annuncio delle dimissioni per fine anno di Moritz Leuenberger dal Consiglio federale. C'è sorpresa e rammarico, ma anche critiche per l'operato del ministro socialista. Ecco in sintesi le varie reazioni.
Per il PS, la Svizzera perde un grande uomo di stato, un ardente difensore di un sevizio pubblico forte e un abile negoziatore ed esperto di questioni climatiche e ambientali. Per il PLR, il bilancio di Leuenberger è in chiaroscuro: l'impegno in favore dell'ambiente e del potenziamento delle infrastrutture ha certamente prodotto risultati, ma i consumatori hanno dovuto mettere mano al portafoglio.
Intanto c'è già chi pensa alla successione. Per bocca del suo presidente Toni Brunner l'Unione democratica di centro ha già reclamato per sé il posto occupato da Leuenberger in governo. "Entreremo con un secondo seggio", ha detto all'ATS, indicando anche il candidato ideale: il presidente del gruppo parlamentare Caspar Baader.
Il presidente dei Verdi Ueli Leuenberger, "sorpreso" dell'annuncio, ha assicurato che il suo partito non ha alcuna intenzione di mettere in discussione il seggio che spetta ai Socialisti.
Per il Partito popolare democratico, che non esclude di puntare al posto lasciato vacante da Leuenberger, il bilancio di un dipartimento per 15 anni in mani socialiste non è convincente.
Infine la presidente della Confederazione Doris Leuthard, in viaggio in Indonesia e Singapore, si è dichiarata fortemente dispiaciuta per le dimissioni. Lo ha definito un ottimo collega di grande esperienza.

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SDA-ATS