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Direttore UFAS critica "segregazione" dei bambini handicappati

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 gennaio 2011 - 17:47
(Keystone-ATS)

I bambini handicappati dovrebbero essere integrati nella classi normali, come avviene in Ticino, e non "segregati" in classi speciali come in altri cantoni. È quanto afferma il direttore dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) Yves Rossier citato dalla "NZZ am Sonntag".

L'integrazione degli allievi handicappati non sfocia in una riduzione del livello scolastico, al contrario è un vantaggio per tutti i bambini, ha detto al domenicale l'alto funzionario e il portavoce del Dipartimento federale dell'interno (DFI) Jean-Marc Crevoisier ha confermato le sue dichiarazioni.

Globalmente "la Svizzera ha il sistema scolastico più segregativo d'Europa", prosegue il capo dell'UFAS. Esistono però grandi differenze cantonali. "Un bambino ammesso in una classe normale in Ticino sarà considerato come handicappato a Basilea Campagna e messo in una classe speciale".

Stando ai dati dell'Ufficio federale di statistica, nelle scuole di Basilea Campagna l'8% degli allievi frequenta classi speciali, mentre in Ticino queste classi non esistono. "Nessuno può seriamente affermare che a Basilea Campagna ci sono quattro volte più bambini handicappati rispetto al Ticino", sottolinea Rossier.

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