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Direttrice SECO: la Svizzera è un "caso speciale", tocca a Ue agire

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 marzo 2012 - 13:20
(Keystone-ATS)

L'impazienza manifestata pubblicamente dalla Commissione europea nei confronti della Svizzera, per la direttrice della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) è parte di una "tattica" per ottenere concessioni. In un'intervista pubblicata oggi dalla SonntagsZeitung, Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch afferma che tocca all'Ue agire, tenendo conto del "Sonderfall" elvetico.

Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso martedì scorso, in occasione della visita a Bruxelles della presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf, aveva manifestato la sua "frustrazione" per lo stallo nei negoziati tra la Svizzera e l'Unione europea (Ue).

Queste dichiarazioni pubbliche segnalano "che l'Ue si aspetta un'offerta concreta". Ma Berna ha ripetutamente proposto soluzioni "che però non sono piaciute". "Fa parte della tattica dell'Ue manifestarsi retoricamente insistendo su una Svizzera approfittatrice".

Ma anche per l'Ue è "molto interessante" che gli scambi con la Confederazione funzionino, soprattutto se si considera che la bilancia commerciale è nettamente a vantaggio dell'Europa. Inoltre ci sono più cittadini Ue che lavorano in Svizzera che svizzeri in Europa, fa notare la Ineichen-Fleisch.

"Tocca anche all'Unione agire. Se solo una parte è disposta a farlo, i negoziati sono destinati a fallire", ha avvertito la direttrice della SECO. L'Ue "non può sempre solo far valere diritti": deve provare di "essere sinceramente interessata ad una soluzione con la Svizzera".

L'Ue vorrebbe che in un primo tempo siano chiarite le questioni istituzionali ed è disposta a parlare di contenuti solo in una seconda fase. La Svizzera invece vorrebbe legare le due cose nell'ambito dei negoziati sul dossier energetico.

Sulla questione istituzionale l'Ue auspica un "adeguamento dinamico" degli accordi sin qui statici. Inoltre chiede un applicazione unitaria dei trattati e l'istituzione di un meccanismo di controllo e giudiziario indipendente.

L'Ue deve riconoscere che la Svizzera "costituisce un caso speciale (Sonderfall)" perché non è né membro dell'Ue né dello Spazio economico europeo (SEE) e non è neppure un "normale Stato terzo". La Confederazione partecipa al mercato interno europeo molto più di qualsiasi altro Paese terzo.

Probabilmente l'Ue teme che la Confederazione costituisca un precedente, che potrebbe far scuola per altri Paesi come la Turchia o l'Ucraina.

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