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Diritti piccoli contadini: Berna fa troppo poco, ong umanitarie

Lavorare la terra in Malawi KEYSTONE/EPA/JON HRUSA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 27 agosto 2020 - 10:43
(Keystone-ATS)

La Svizzera fa troppo poco per attuare la Dichiarazione Onu sui diritti dei contadini, anche se Berna ha contribuito in modo significativo nei negoziati in vista di una sua adozione.

È quanto ritengono sette organizzazioni umanitarie, che chiedono al governo di favorire i meccanismi di controllo e di partecipazione dei piccoli agricoltori alle decisioni che li concernono.

La Svizzera si impegna per la liberalizzazione del commercio e in questo contesto, secondo uno studio pubblicato oggi, adotta alcune misure per proteggere l'agricoltura svizzera, ma non fa abbastanza per tutelare i piccoli contadini e i sistemi alimentari locali nei Paesi con cui intrattiene relazioni commerciali.

Swissaid, Uniterre, Pane per tutti, Aiuto protestante svizzero (HEKS/EPER), Sacrificio quaresimale, Fian e Cetim ritengono che un primo passo necessario sarebbe quello di valutare l'impatto degli accordi commerciali e delle misure esistenti sugli agricoltori in Svizzera e nei Paesi partner. Le conoscenze così raccolte consentirebbero di negoziare accordi più adeguati agli obiettivi di sostenibilità e resilienza, rilevano le ong.

La "Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei contadini e di altre persone che lavorano in zone rurali" è stata adottata nel 2018. Il suo obiettivo è combattere le molteplici forme di discriminazione contro i piccoli agricoltori, che sono tra le prime vittime della povertà estrema e della fame.

Nella loro presa di posizione, le ong criticano anche il nuovo approccio della cooperazione svizzera allo sviluppo, sotto la guida del ministro degli esteri Ignazio Cassis. Le priorità elvetiche nei prossimi anni saranno più orientate al mercato e al partenariato con il settore privato, rilevano.

Inoltre, i progetti di cooperazione allo sviluppo non hanno sempre tenuto sufficientemente conto dei tradizionali diritti fondiari, importanti in molti Paesi. Ciò fa loro temere che i metodi e le pratiche agricole tradizionali dei piccoli agricoltori siano ignorati, se non addirittura compromessi, come emerge dallo studio.

La Svizzera deve garantire che tutte le sue attività nel campo della cooperazione internazionale, sia all'interno della Segreteria di Stato dell'economia (Seco), della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), sia in partenariato con imprese private, siano coerenti con il suo impegno a favore dei diritti dei piccoli proprietari terrieri, ribadiscono le ong.

A loro avviso, a livello di amministrazione federale è mancata finora la necessaria consapevolezza di queste implicazioni. Berna deve pertanto impegnarsi per sensibilizzare tutti i responsabili della politica estera svizzera al contenuto della Dichiarazione dell'Onu.

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