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A distanza di un anno, restano ancora ignote le responsabilità dell'abbattimento del Boeing 777 malese sui cieli di guerra dell'Ucraina dell'est, anche se dagli Usa arriva una prima causa da 900 milioni di dollari contro Igor Strelkov, allora comandante dei ribelli.

Ma alla vigilia del primo anniversario della tragedia, che causò la morte di 298 passeggeri, in gran parte olandesi partiti da Amsterdam e diretti a Kuala Lumpur per le vacanze, gli interrogativi su chi lanciò il missile fatale restano aperti, con reciproche accuse tra Kiev da un lato, Mosca e i separatisti dall'altro.

La commissione investigativa internazionale, guidata da tecnici olandesi e partecipata da tutti i Paesi coinvolti (Malesia, Australia, Gran Bretagna, Ucraina, Russia e Usa), dovrebbe pubblicare il suo rapporto il prossimo ottobre. Per ora si resta fermi ai primi, vaghi risultati preliminari, secondo cui l'aereo fu colpito dall'esterno da "multipli oggetti ad alta energia".

Recentemente alcuni Paesi interessati hanno proposto di istituire un tribunale internazionale sotto l'egida dell'Onu, ma oggi il leader del Cremlino Vladimir Putin ha bocciato l'idea, in una conversazione telefonica con il premier olandese Mark Rutte. Una iniziativa, ha sostenuto, "prematura e controproducente".

"Prima di mettere in atto un meccanismo giudiziario e portare davanti alla giustizia i colpevoli del crimine, bisogna concludere l'indagine internazionale, che deve essere minuziosa e oggettiva, indipendente e imparziale", ha aggiunto Putin. Più duro il suo ministro degli esteri, Serghiei Lavrov: "il consiglio di sicurezza dell'Onu non ha mai creato un tribunale nella storia degli incidenti aerei civili", l'idea "mira a punire quelli che gli Usa considerano colpevoli", ha denunciato, sottolineando inoltre che l'indagine in corso si svolge senza il ruolo chiave dell'Icao, l'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile, un'agenzia autonoma delle Nazioni Unite.

Fare un' inchiesta obiettiva e completa sembra arduo. E non solo perché il primo team di investigatori arrivò sul luogo del disastro soltanto due settimane dopo, ma anche per la natura della commissione investigativa, che non appare super partes e deve fare i conti con le antitetiche pressioni dei suoi componenti. Finora a livello mediatico si sono contrapposte due versioni. Secondo Kiev e l'Occidente, il Boeing 777 sarebbe stato colpito da un missile terra-aria Buk fornito da Mosca e lanciato dai separatisti, forse con l'aiuto logistico russo, nell'errata convinzione che si trattasse di un velivolo militare ucraino.

Del resto, nei giorni precedenti i miliziani avevano rivendicato l'abbattimento di vari aerei militari ucraini tra cui un Il-76 il 14 giugno, causando la morte di 49 persone. E poco dopo il crash del volo Mh17, il col. Strelkov aveva espresso sui social network la sua soddisfazione per l'abbattimento di un "uccellino", un Antonov 26, postando anche le immagini delle grosse nuvole nere causate dallo schianto. I separatisti hanno sempre respinto ogni accusa, sostenendo di non avere armi del genere. Mosca ha invece accreditato la tesi che il Boeing malese sia stato colpito da un missile aria-aria sparato probabilmente da un jet ucraino. Un'ipotesi emersa nell'agosto 2014, quando il comandante dell'aviazione militare russa, Igor Makushev, rivelò che i radar russi avevano individuato un secondo aereo vicino al volo Mh17.

Nei giorni scorsi il comitato investigativo russo ha annunciato di avere ulteriori prove a conferma di questo scenario, precisando che il missile non è di fabbricazione russa. Intanto cominciano a fioccare alcune cause. Alcune contro la compagnia di linea malese, rea di aver consentito che la rotta del Boeing passasse sopra una zona di guerra internazionalmente riconosciuta. Altre davanti ad una corte di Chicago, dove le famiglie di alcune vittime, anche britanniche - secondo la stampa londinese - hanno citato in giudizio Strelkov come orchestratore della strage, chiedendo un risarcimento di 900 milioni di dollari. Domani ci saranno varie iniziative per commemorare le vittime. La più singolare, denominata "Paperboeing", è quella dell'ong "Russia Aperta" dell'oligarca Mikhail Khodorkovski: grazie al suo sito, si può fare un aeroplano di carta con il nome e la foto di uno dei passeggeri, da portare domani davanti all'ambasciata olandese a Mosca o in una ambasciata russa all'estero, alle 17.20 ora di Mosca (le 16.20 in Svizzera), ora della tragedia.

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SDA-ATS