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Disoccupazione in giugno scende al 3,2%

Ritrovare il lavoro non è sempre facile. KEYSTONE/GAETAN BALLY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 08 luglio 2020 - 09:36
(Keystone-ATS)

Il tasso di disoccupazione in Svizzera è tornato a diminuire nel mese di giugno, scendendo al 3,2% rispetto al 3,4% di maggio e al 3,3% di aprile. In febbraio, prima dell'arrivo del coronavirus, era al 2,5%.

Alla fine del semestre erano 150'289 le persone iscritte presso gli uffici regionali di collocamento (URC), 5709 in meno in confronto a maggio, ha indicato stamane la Segreteria di Stato dell'economia (Seco). Su base annua il numero dei senza lavoro è però cresciuto di 53'067 unità (+55%): nello stesso mese del 2019 i disoccupati erano il 2,1%.

In Ticino nel mese correntemente in rassegna il tasso si è attestato al 3,6% (-0,3 punti percentuali rispetto a maggio e +1,2 in confronto a giugno 2019), nei Grigioni al 2,2% (-1,1 e +1,4%). In Ticino - con un tasso che è l'ottavo più elevato della Svizzera - i senza lavoro erano 6185, 431 in meno di maggio e 2055 in più di dodici mesi prima. A titolo di confronto, la media annua del 2019 è stata di 4773, quella del 2018 di 4953. I Grigioni hanno 2388 senza lavoro (-1232 mensile, +1523 annuo), con una media degli ultimi due anni rispettivamente di 1272 e 1476.

I tassi cantonali più elevati sono registrati da Ginevra (5,0%), nonché da Vaud, Giura e Neuchâtel (tutti al 4,6%), quelli più bassi da Appenzello Interno (1,2), Obvaldo (1,3%) e Uri (1,4%). Il polo economico di Zurigo è al 3,2%. Le crescite annue maggiori sono state osservate in Vallese (+1,7 punti) nonché nelle regioni di Vaud, Giura e Neuchâtel (tutte +1,5 punti).

Tornando ai dati nazionali, va rilevato che la disoccupazione, nonostante l'aumento vissuto negli ultimi mesi dovuto al Covid-19, rimane a livelli contenuti in prospettiva storica. A titolo di confronto gli ultimi dati di giugno erano stati 3,0% (2015), 3,1% (2016), 2,9% (2017) e 2,3% (2018). Sulla scia della pandemia il tasso ha toccato in maggio un massimo dal febbraio 2017.

Le quote di senza lavoro registrate dalla Seco sono comunque tradizionalmente basse: negli ultimi 20 anni il valore mensile più elevato è stato del 4,3%, osservato nel gennaio 2004. Va anche sottolineato come i dati sulla disoccupazione non tengano conto di coloro che hanno esaurito il diritto a ricevere le prestazioni e che ad esempio vivono di risparmi o si trovano a beneficio dell'assistenza.

Setacciando in dettaglio le tabelle relative a giugno 2020 emerge che fra i giovani la disoccupazione è del 3,3% (-0,1 mensile, +1,4 annuo); la fascia dei 25-49enni segna 3,5% (-0,2 mensile, +1,3 annuo); i lavoratori ultra 50enni sono al 2,9% (-0,1 mensile, +0,8 annuo). I disoccupati di lunga durata (cioè quelli iscritti agli URC da oltre un anno) erano 20'561: 272 giovani, 10'769 25-49enni e 9442 ultra 50enni.

Leggendo i dati in base alla nazionalità, gli svizzeri presentano una quota di senza lavoro del 2,4% (nessuna variazione mensile, +0,8 annuo), gli stranieri del 5,5% (-0,4 e +1,9). Per paese di provenienza, i tassi sono più elevati per i bulgari (11,5%), gli africani (10,5%) - che la Seco considera nel loro insieme - e i rumeni (9,2%). L'Ue è al 5,0%, l'Italia al 5,2%.

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