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Dodici attivisti Greenpeace rischiano condanna in Slovacchia

Seri problemi giudiziari in Slovacchia per una dozzina di attivisti di Greenpeace (foto d'archivio).

KEYSTONE/EPA/MARKUS HEINE

(sda-ats)

Un tribunale slovacco ha deciso oggi di tenere in carcere, fino all'inizio del processo e dunque per diversi mesi, dodici attivisti di Greenpeace arrestati venerdì scorso per una manifestazione pacifica contro la lignite, il più inquinante tipo di carbone.

Gli attivisti, che avevano aperto uno striscione sulla torre mineraria di una compagnia slovacca che estrae questo combustibile fossile, si trovano ora a fronteggiare "accuse infondate e rischiano fino a 5 anni di carcere". Lo rende noto la stessa associazione sottolineando che "gli avvocati di Greenpeace faranno immediatamente appello contro questa decisione".

L'organizzazione ambientalista chiede solidarietà internazionale per gli attivisti in arresto, ancor più considerando che oggi si apre a Katowice, in Polonia, la Conferenza Mondiale sui Cambiamenti Climatici (COP24), durante la quale si riuniranno i governi di tutto il mondo.

"Siamo di fronte alla più grande sfida per l'umanità, milioni di persone in tutto il mondo stanno chiedendo azioni in difesa per il clima e stanno agendo in prima persona", dichiara Jennifer Morgan, direttrice esecutiva di Greenpeace International. "I governi riuniti alla COP24 devono adesso schierarsi una volta per tutte al fianco dei cittadini. Questi 12 attivisti hanno condotto una protesta pacifica contro il carbone, il più inquinante dei combustibili fossili, e la loro detenzione è una vergogna. Chiediamo alla Slovacchia - conclude Morgan - di rilasciare immediatamente gli attivisti".

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