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Intensificare i controlli sui camion che transitano dal confine. È questo lo scopo di un'operazione congiunta delle dogane italiane e svizzere a Domodossola (I). Grazie all'utilizzo di uno scanner, sono stati effettuati una quarantina di controlli sull'arco di un giorno e mezzo.

Lo scanner per container è di proprietà dell'Amministrazione federale delle dogane, ed è utilizzato per la prima volta su suolo straniero, ha spiegato Jérôme Coquoz, direttore delle dogane di Ginevra. L'operazione si è rivelata efficace e ha soddisfatto tutti.

Le varie convenzioni siglate da Italia e Svizzera permettono operazioni doganali comuni. A Domodossola, il terminal Domo 2 è considerato alla pari di una stazione svizzera e rappresenta l'entrata nella Confederazione per treni e camion. Uno degli obiettivi delle ispezioni è trovare droghe, armi e merci contraffatte o non dichiarate.

L'interesse da parte italiana è alto. La direttrice delle dogane di Aosta, che ha assistito all'operazione, spera di creare qualcosa di simile con i vicini francesi, in modo da controllare le merci in transito dal tunnel del Monte Bianco.

Per la cronaca, nel corso dei controlli effettuati con lo scanner non è stato trovato niente di illegale. Lo scanner verrà ora portato ad un'altra dogana, poiché è consigliabile non lasciare l'attrezzatura per troppo tempo nello stesso luogo, ha detto Coquoz. La voce infatti si spargerebbe e gli autisti potrebbero cambiare strada.

SDA-ATS