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BERNA - L'Italia, per bocca del suo ministro degli esteri Franco Frattini che ha avuto anche oggi una telefonata con Micheline Calmy-Rey, insiste nel chiedere alla Svizzera di abolire la "lista nera" dei libici - tra cui il colonnello Gheddafi e suoi famigliari - a cui è stato vietato l'ingresso nella Confederazione. Berna ribadisce che manterrà la sua politica restrittiva in materia di visti di Schengen.
La ministra elvetica - ha dichiarato Frattini - "mi ha detto di essere pronta a concludere un accordo definitivo che deve prevedere il rientro dei due svizzeri e la rimozione della lista nera".
Resta però un punto in sospeso - sono ancora parole di Frattini - ed è l'indagine chiesta da Tripoli sulla pubblicazione delle foto scattate "in un ufficio pubblico svizzero mentre Hannibal Gheddafi era in stato di arresto: è una richiesta che ad avviso di Tripoli risolverebbe il contenzioso". Sulla possibilità di un accordo con la Svizzera, "il collega libico mi ha detto che non ci sono problemi", l'accordo sul rientro dei due svizzeri sarebbe "un passo contestuale da fare insieme all'apertura dell'indagine" sulla pubblicazione delle foto.
Nonostante gli appelli, la Svizzera non intende fare marcia indietro: nei confronti della Libia Berna manterrà la sua politica restrittiva in materia di visti Schengen. L'UE e gli altri Paesi sono stati avvertiti.

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SDA-ATS