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Troppo complessa: con questa motivazione, la Commissione della scienza del Nazionale (CSEC-N) ha tolto dall'agenda l'iniziativa parlamentare dell'ex Consigliere nazionale Jacques Neirynck (PPD/VD) volta a permettere la donazione di ovuli, e non solo di spermatozoi.

Questa iniziativa era già stata approvata una prima volta nel 2014 da entrambe le commissioni competenti. Poiché l'atto è stato depositato oltre due anni fa, la CSEC-N (la prima ad aver trattato il dossier, ma ora ricomposta dopo le elezioni di ottobre) è stata chiamata a prolungarne la scadenza.

Rispetto alla prima decisione, questa volta ha deciso per lo stralcio dal ruolo (19 voti a 4) poiché, "anche se la discussione su questo tema non è esaurita, la maggioranza della commissione ha ritenuto che, considerata la complessità della tematica, lo strumento dell'iniziativa parlamentare non fosse il più adeguato".

Non è escluso che dietro questa decisione si nasconda un calcolo tattico: dopo essersi espresso sull'articolo costituzionale sulla diagnosi preimpianto (DPI) - approvato lo scorso 14 giugno con il 61,9% dei consensi - il popolo dovrà infatti votare sulla relativa legge d'applicazione contro la quale è stato lanciato il referendum. Si voterà il 5 giugno.

La legge di applicazione consente l'esame degli embrioni in vitro prima di impiantarli nell'utero non solo per scongiurare malattie genetiche gravi, ma anche per evitare la trasmissione di handicap come la trisomia 21. Contro le nuove disposizioni sono state mosse critiche da varie direzioni, sia da destra che da sinistra. Vi è chi teme una deriva "eugenetica".

Attualmente, la legge sulla procreazione con assistenza medica permette solo la donazione di spermatozoi, ma non di ovuli. Con la sua iniziativa, il consigliere nazionale vodese intendeva eliminare la disparità di trattamento fra i sessi in relazione con la donazione di gameti. In mancanza di una legislazione in merito, le donne domiciliate in Svizzera sono obbligate a praticare il turismo medico per ottenere un dono d'ovuli.

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SDA-ATS