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Immagine d'archivio.

KEYSTONE/ANTHONY ANEX

(sda-ats)

Le donne costituiscono una minoranza ai piani alti delle aziende e la situazione nel prossimo futuro non dovrebbe migliorare.

Un sondaggio della società di revisione e consulenza EY indica che a livello mondiale solo il 13% delle società prevede decisivi passi avanti in questo campo nei prossimi cinque anni.

Meno del 20% delle imprese dispongono di programmi strutturati volti ad incentivare la carriera delle collaboratrici, indicano gli autori dello studio che hanno interrogato 350 direttori di azienda in 51 paesi.

Il 69% dei manager intervistati ritiene comunque che la parità tra i sessi a livello dirigenziale verrà raggiunta nei prossimi 25 anni. Il pronostico è nettamente più ottimistico rispetto alle valutazioni del Forum economico mondiale WEF, secondo il quale per riequilibrare le disparità sul piano lavorativo ci vorranno 117 anni.

Per settori economici il più fiducioso è quello bancario, con un 27% di manager che prevede un netto aumento della partecipazione femminile. In fondo alla classifica il comparto assicurativo, con una quota del 6% soltanto.

Bruno Chiomento, direttore di EY Svizzera, afferma in un comunicato che molti comitati direttivi non hanno una percezione corretta del problema: le imprese, afferma, credono di compiere progressi dandosi obiettivi di parità: non mettono però in opera programmi concreti volti ad accrescere in tempi rapidi la presenza delle donne a livello dirigenziale.

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SDA-ATS