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Dubbi sulla ripresa, analisti sono meno ottimisti

Il cielo si fa almeno un po' più cupo. KEYSTONE/LAURENT GILLIERON sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 29 luglio 2020 - 12:00
(Keystone-ATS)

Tornano ad affiorare i dubbi sulla ripresa della congiuntura elvetica: dopo tre mesi di crescita l'indice calcolato da Credit Suisse e da CFA Society Switzerland sulla base delle aspettative degli analisti finanziari è tornato di nuovo a calare in luglio.

L'indicatore si è attestato a 42,4 punti, valore ampiamente ancora positivo e storicamente elevato, ma inferiore di 6,3 punti rispetto a giugno, si evince dai dati pubblicati oggi. Concretamente questo significa che sono comunque ancora più numerosi gli specialisti che si aspettano un rafforzamento della dinamica economica di quelli che puntano sull'evoluzione opposta.

Nel dettaglio, il 23,7% degli interrogati è convinto che nei prossimi sei mesi non vi saranno cambiamenti nella situazione congiunturale, il 59,3% si aspetta un miglioramento e il 16,9% pronostica un peggioramento (valori che determinano poi l'indice complessivo: 59,3 meno 16,9 = 42,4).

Rispetto a giugno sono in aumento i pessimisti (+2,8) e coloro che puntano sullo status quo (+0,6 punti) , mentre si sfoltiscono le file degli ottimisti (-3,5). Un po' migliorato, nel confronto mensile, è invece il giudizio sulla situazione attuale, con un indice a -40,7 punti (+5,5).

Il lieve peggioramento delle stime per il futuro elvetico si accompagna a un'analisi analoga anche per l'Eurozona (-7,9 punti a 31,0 punti), gli Stati Uniti (-9,6 a 25,9 punti) e, in misura minore, la Cina (-0,9 a 46,4 punti).

Tornando entro i confini elvetici, diminuiscono gli esperti che si aspettano una flessione dell'inflazione (27%, -5 punti). Un'ampia maggioranza (63%, +4 punti ) non prevede però cambiamenti e pochi (10%, +1 punto) scommettono su una progressione.

I tassi sono attesi fermi nel corto termine (85%); non molti li pensano in calo (12%) e solo una sparuta minoranza (3%) vede all'orizzonte un aumento. Anche sul lungo termine solo il 19% ipotizza una progressione: rimane assai più consistente la quota di chi non scorge mutamenti (71%) e non manca anche chi scommette su una contrazione (10%).

Il 50% degli interrogati prevede inoltre una progressione dell'indice di borsa SMI, mentre il 24% punta su valori stabili e il 26% su una flessione. Riguardo ai cambi, il 44% del campione ritiene che non vi saranno cambiamenti nel corso euro/franco, il 24% si aspetta un indebolimento del franco e il 32% un rafforzamento. Sul fronte della disoccupazione il 76% vede una crescita dei senza lavoro, il 17% una stagnazione e il 7% un calo.

Al sondaggio, effettuato fra il 15 e il 23 luglio, hanno partecipato 59 analisti.

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