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Ebola: vaccino non arriverà in tempo per epidemia, esperto

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 ottobre 2014 - 12:01
(Keystone-ATS)

Nella migliore delle ipotesi il vaccino per Ebola non arriverà in tempo per essere usato su larga scala durante l'epidemia in corso. Occorre acquisire l'abilità di produrlo su larga scala e saremo in grado di farlo solo nel 2016. Lo ha affermato in un'intervista alla Bbc Ripley Ballou, capo della divisione vaccini dell'azienda Gsk, che sta sviluppando quello più avanzato.

Al momento sono in corso test di fase 1 del vaccino su volontari sani in Usa, Gran Bretagna e alcuni paesi africani, e se non ci saranno effetti collaterali gravi si procederà all'inizio del 2015 con quelli di efficacia. "Poi ci vorrà un po' di tempo per elaborare i dati e capire qual è la dose efficace e quanto dura l'effetto protettivo - spiega Ballou - e allo stesso tempo bisognerà acquisire l'abilità di produrlo su larga scala. Saremo in grado di farlo solo nel 2016, quando sarà troppo tardi per intervenire su questa epidemia. Il lavoro però aiuterà ad evitare le prossime".

L'ipotesi di accelerare lo sviluppo del vaccino era stata affrontata da Oms e Gsk già lo scorso marzo, ai primi segni di epidemia. "Ma abbiamo convenuto di non farlo, all'epoca nessuno poteva immaginare che sarebbe stato necessario un vaccino - afferma l'esperto -. Certo, ripensandoci ora avremmo potuto 'premere quel grilletto' prima".

Il vaccino Gsk è uno dei due che l'Oms considera tra i più promettenti, insieme a sei possibili terapie. Una di queste, un farmaco prodotto da Chimerix, ha già terminato la fase 1 della sperimentazione, e l'azienda ha annunciato di aver ottenuto il via libera dall'Fda (Food and Drug Administration), l'ente governativo statunitense per la regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, per procedere con la fase 2 immediatamente.

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