Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Da oggi la Guinea, dove due anni fa è cominciata l'attuale epidemia, è ufficialmente 'libera' dal virus dell'Ebola. E adesso per decretare la fine del contagio manca solo la Liberia, che in assenza di nuovi casi otterrà lo status 'free' il 14 gennaio 2016.

Ma l'Oms invita a non abbassare la guardia: "I prossimi mesi saranno assolutamente critici", ha osservato Bruce Aylward, rappresentante speciale del direttore generale dell'Oms per la risposta a Ebola. "I Paesi dovranno essere pienamente in grado di prevenire, identificare e rispondere ad eventuali nuovi casi. La persistenza limitata nel tempo del virus nei sopravvissuti che può causare nuove recrudescenze - ha aggiunto - rende imperativo che i partner continuino a sostenere questi Paesi".

Sono passati poco più di due anni da quando, il 6 dicembre del 2013, un bambino in Guinea è divenuto il 'paziente zero' dell'epidemia di Ebola dopo aver verosimilmente contratto il virus da un pipistrello infetto. L'epidemia, che ha ucciso oltre 11 mila persone e contagiato quasi 30 mila persone, ha messo in luce le 'falle' delle istituzioni internazionali. A testimoniare la lentezza della risposta all'epidemia c'è proprio la 'timeline' legata a Ebola, che solo nel marzo successivo, nel 2014, è stata ufficialmente riconosciuta, ma che in assenza di misure concrete si è diffusa anche in Sierra Leone e Liberia.

Il primo concreto allarme è venuto dalle Ong che operavano nella zona colpita, con Medici senza Frontiere che il 30 luglio 2014 dichiarava l'epidemia 'fuori controllo'. Una settimana più tardi, l'8 agosto, anche l'Oms prendeva coscienza del problema, con la definizione ufficiale dell'epidemia come 'problema di salute pubblica internazionale', e cominciando un lungo lavoro con gli esperti che porterà, ma solo dopo diversi mesi, all'utilizzo di farmaci e vaccini sperimentali 'sul campo'.

Uno dei vaccini si rivelerà poi efficace al 100%. Solo a questo punto la macchina internazionale degli aiuti si è messa davvero in moto, riportando l'epidemia sotto controllo nei primi mesi del 2015. Ora la situazione vede la Guinea 'virus free'.

Dal dicembre 2013, in questo Paese dell'Africa occidentale il virus ha ucciso più di 2500 persone sul totale di oltre 3800 casi. La Guinea entra ora in un periodo di 90 giorni di sorveglianza accresciuta per garantire che eventuali nuovi casi vengano identificati rapidamente prima che possano diffondersi ad altre persone, precisa una nota dell'Oms.

Nei tre Paesi della regione maggiormente colpiti dalla epidemia (Guinea, Sierra Leone, Liberia) il virus di Ebola ha causato più di 28'600 casi, di cui circa 11'300 mortali. La maggioranza dei casi e dei decessi è stata segnalata tra l'agosto e il dicembre 2014. La trasmissione del virus era stata dichiarata finita in Sierra Leone lo scorso 7 novembre. In assenza di nuovi casi, la trasmissione del virus risulterà conclusa anche in Liberia il prossimo 14 gennaio, ovvero 42 giorni dopo che i due casi più recenti avranno registrato un secondo test negativo e se non saranno segnalati ulteriori contagi.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS