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Economia tedesca stenta, produzione industria debole

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 novembre 2014 - 21:53
(Keystone-ATS)

La Germania ha smesso di correre, ma continua, un po' più lentamente delle attese, a camminare. Anche grazie al nuovo record delle esportazioni fatto segnare a settembre, che sgonfia i recenti timori di recessione e dà una mano al governo di grande coalizione. Che ieri ha annunciato, con il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, dieci miliardi di investimenti aggiuntivi entro il 2018, come chiesto anche dall'Europa.

Dopo un sensibile passaggio a vuoto ad agosto - in parte atteso per via di un insolito calendario delle feste scolastiche - i primi dati economici relativi al mese di settembre appaiono positivi, anche se sotto le attese degli analisti. La produzione industriale ha fatto segnare una crescita dell'1,4%, inferiore al 2% stimato dagli esperti. La crescita di settembre, da sola, non è riuscita però a cancellare il crollo di agosto, seppur rivisto dall'iniziale -4% al reale -3,1%.

Oltre al calendario scolastico, chiarisce il ministero dell'Economia, pesa sulla produzione "la difficile situazione internazionale", che non lascia intravedere impulsi di crescita a breve termine.

Buone notizie per l'economia tedesca arrivano però dall'export, che a settembre, dopo le difficoltà di agosto, raggiunge un nuovo record assoluto, con 102,5 miliardi di merci e servizi esportati in un solo mese, il 5,5% in più rispetto al mese precedente, l'8,5% in più rispetto a settembre 2013. In crescita anche le importazioni, del 5,4% mensile e dell'8,4% annuo, a 80,6 miliardi di euro.

Ma l'associazione per il commercio estero BGA non vede ragioni per festeggiare: "La situazione è ancora troppo incerta per poter parlare di un trend positivo", ha spiegato il presidente Anton F. Boerner. Anche per questo ieri il governo ha annunciato stimoli per 10 miliardi di euro entro il 2018, nuovi investimenti per le infrastrutture che si aggiungono ai 5 miliardi già previsti nel programma di grande coalizione. Un segnale che Berlino ha recepito la richiesta del resto d'Europa. Con la certezza però, come ha chiarito ieri Schaeuble, che questi nuovi investimenti non arriveranno con nuovo debito, ma saranno frutto di una più rigorosa politica di bilancio.

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