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Edilizia: rinnovo contratto collettivo, Unia manifesta a Berna

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 aprile 2011 - 18:35
(Keystone-ATS)

I delegati edili del sindacato Unia, riuniti oggi a Berna, hanno dato mandato ai loro negoziatori di trattare "solo per miglioramenti" del Contratto nazionale mantello, che scade alla fine dell'anno. Dopo la riunione, i delegati sono sfilati per le vie della città.

I negoziati salariali per il 2011 sono falliti alla fine dell'anno. La Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) ha fra l'altro raccomandato ai propri membri di accrescere la massa salariale dell'1%: con un aumento generale della busta paga dello 0,6% e uno 0,4% di compensi individuali. Il sindacato aveva definito l'offerta "miserabile", a fronte di un incremento del 2,7% rivendicato inizialmente.

"Non è possibile che il settore dell'edilizia stia sempre meglio e i lavoratori edili, che sono gli artefici di questi buoni risultati, debbano invece subire solo peggioramenti", ha sottolineato oggi Hansueli Scheidegger, responsabile del settore edile del sindacato Unia.

In un comunicato i delegati hanno paragonato ad "un vero e proprio smantellamento sociale" e respinto all'unanimità le richieste della SSIC: l'ostracismo ai salari minimi, il massiccio peggioramento della protezione dal licenziamento in caso di malattia o infortunio, la deregolamentazione degli orari di lavoro nonché la riduzione e l'abolizione dei supplementi per lavori svolti in condizioni difficili.

Da una recente inchiesta dell'Unia presso i 16'000 lavoratori edili risulta che essi rivendicano il completo versamento del salario in caso d'infortunio sul lavoro non imputabile a propria colpa, una regolamentazione del lavoro in caso di maltempo che protegga la salute dei lavoratori e, infine, una migliore protezione dal licenziamento per i lavoratori più anziani e per coloro che sono attivi a livello sindacale.

Dopo la riunione, i circa 300 delegati della Conferenza professionale dell'edilizia, ossia il parlamento degli edili dell'Unia, sono andati verso la sede locale della Società degli impresari costruttori, protestando contro lo smantellamento sociale sui cantieri e rivendicando una maggiore tutela dai licenziamenti.

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