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Edilizia: Unia minaccia sciopero per avere contratto collettivo

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 novembre 2011 - 14:37
(Keystone-ATS)

Il sindacato Unia minaccia scioperi nell'edilizia se entro fine anno non sarà sottoscritto un nuovo Contratto nazionale mantello (CNM) nel settore. Per fare pressione sui datori di lavoro saranno prima organizzate due giornate di sciopero, il 25 novembre e 2 dicembre. Le misure di lotta sono state decise oggi dai 150 delegati della Conferenza professionale dell'edilizia, il parlamento dei lavoratori Unia del ramo, ha indicato oggi il sindacato.

I negoziati salariali sono naufragati. Unia rimprovera alla Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) un voltafaccia: a suo avviso ha fatto saltare le trattative rinnegando soluzioni già concordate. Secondo i rappresentanti dei lavoratori la semplice proroga del CNM in vigore, proposta dalla SSIC, non è altro che una tattica dilatoria. "Dimostra che la SSIC non vuole risolvere i gravi problemi dell'edilizia e dopo nove mesi preferisce mandare a monte le trattative", scrive Unia. "Considerando i problemi dell'edilizia, una proroga del CNM equivarrebbe a un passo indietro."

Unia fa presente che lo scorso anno il fatturato del settore è aumentato del 3,1%, mentre il numero degli occupati è calato del 3,5%. Gli edili sono esposti a pressioni sempre più forti e la loro salute è in pericolo. Anche le pressioni salariali provenienti dall'estero, dove il ramo è spesso in crisi, assumono proporzioni impressionanti. Nelle scorse settimane i sindacati hanno denunciato vari casi in cui la manodopera dei cantieri veniva pagata solo pochi euro all'ora. I lavoratori vogliono quindi un contratto collettivo che garantisca loro una maggiore tutela e protezione contro il dumping salariale.

"Date le premesse, è molto probabile che nel 2012 l'edilizia precipiti nel vuoto contrattuale", fa presente Unia. I lavoratori hanno così deciso di organizzare due giornate di protesta in cinque regioni chiave e hanno inoltre conferito al sindacato l'incarico di organizzare scioperi in vari cantieri a partire da gennaio. A tal fine - qualora entro la fine dell'anno non si negozi un CNM migliore - è stata sbloccata la cassa dello sciopero.

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