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Non focalizzare le sinergie prospettate sulle risorse umane: è l'auspicio espresso dall'Associazione svizzera impiegati di banca (ASIB) dopo la vendita di BSI a EFG.

Secondo l'organizzazione la cessione mette fine a un periodo di incertezza sul futuro dell'istituto ticinese, ma non su quello dei suoi dipendenti.

BSI è una banca con una grande tradizione di partenariato sociale, afferma l'ASIB in un comunicato odierno. È sottoposta alla Convenzione sugli impiegati di banca (CIB) e nel 2014 ha firmato un piano sociale scaduto nel dicembre 2015 a seguito della decisione di ridurre gli effettivi.

L'ASIB si aspetta dalla nuova direzione un forte segnale verso gli impiegati, estendendo la protezione della CIB anche agli impiegati di EFG. La fusione fra le due banche deve essere fatta in stretta collaborazione con la commissione del personale BSI e con l’ASIB, insiste l'organizzazione.

In particolare il piano sociale negoziato nel 2014 va prolungato in vista dell'annunciata riduzione degli impieghi. L'ASIB ha preso contatto con i responsabili dei due istituti: un primo incontro avrà luogo questa settimana.

La piattaforma informatica di BSI è gestita da B-Source: a dipendenza della scelta informatica della nuova banca, delle riduzioni degli impieghi presso B-Source sono possibili in particolare in Ticino. Nell'interesse dei dipendenti l'ASIB auspica che venga negoziato rapidamente un piano sociale.

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SDA-ATS