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Per dichiarata reazione all'assassinio di due alti ufficiali, le forze di sicurezza egiziane hanno ucciso sei "islamisti" e ne hanno arrestati altri otto nel nord del Sinai, nella località di Sheikh Zuwaid. Lo si è apreso da fonti informate.

L'operazione si è svolta a sud di Arish, a poche decine di chilometri dal confine con Israele. Ieri fonti di sicurezza egiziane avevano reso noto che un generale della polizia e uno dell'esercito che rientravano in auto verso le loro abitazioni nella stessa zona di Sheikh Zuwaid sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco da ignoti attentatori.

Dalla destituzione del presidente islamista Mohamed Morsi nel luglio 2013, le forze dell'ordine egiziane sono obiettivo di numerosi attacchi e attentati sanguinosi rivendicati da gruppi jihadisti. Secondo una stima governativa in circolazione da mesi e mai aggiornata, da allora sono più di 500 i poliziotti e i soldati uccisi

La settimana scorsa, 22 guardie di frontiera erano state uccise in una zona desertica, nell'ovest del Paese verso la frontiera con la Libia, in quello che è stato il secondo attacco più sanguinoso subito dall'esercito egiziano dalla cacciata di Morsi, dopo quello con 25 reclute uccise a sangue freddo in agosto vicino alla città di Rafah, sempre nel Sinai settentrionale al confine con la Striscia di Gaza.

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SDA-ATS