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Dopo un colpo di scena che ha fatto segnare una battuta di arresto, anche se di poche ore, la nuova costituzione egiziana è stata approvata dal comitato dei 50 e domani verrà consegnata nelle mani del presidente ad interim Adly Mansour. A lui spetterà il compito di indire il referendum che entro un mese dovrà pronunciarsi sulla nuova carta, che sostituisce quella approvata sotto il governo dei Fratelli musulmani da un'assemblea costituente accusata da liberali e copti di essere dominata dalle forze islamiche.

Toccherà anche a Mansour sciogliere il nodo sul quale ieri i componenti del comitato dei cinquanta si sono divisi, bocciando quattro articoli riguardanti le prossime elezioni legislative e presidenziali.

Secondo la road map, l'approvazione della costituzione avrebbe dovuto essere seguita dal voto per il nuovo parlamento e quindi del nuovo presidente. Questo prevedevano anche gli articoli bocciati e quelli che li hanno sostituiti, e sui quali la costituente ha ritrovato la maggioranza del 75%, lasciano la tempistica al presidente ad interim, stabilendo solo che le prime elezioni del dopo Morsi si debbano svolgere entro sei mesi dall'entrata in vigore della nuova costituzione.

Viene lasciata al capo di stato provvisorio, scelto dai militari dopo la deposizione di Mohamed Morsi, una decisione delicata, mentre la campagna che vuole il capo delle forze armate Abdel Fattah el Sissi alla presidenza continua a raccogliere consensi e il fronte dei partiti laici deve fare i conti con una assenza di coesione e di strategia.

La nuova costituzione, che sancisce che l'Egitto è un paese democratico e civile dove i partiti religiosi sono proibiti, lascia ampi spazi ai militari, il cui consiglio supremo avrà il potere di confermare il ministro della Difesa, che a sua volta dovrà essere un ufficiale delle forze armate. L'approvazione della nuova costituzione è il primo tassello nel difficile cammino del paese verso una transizione democratica.

Il primo vero test si terrà col referendum popolare, che si potrebbe svolgere agli inizi di gennaio. Ma la piazza continua ad essere in fermento e la sicurezza rappresenta ancora un problema. In serata l'agenzia ufficiale Mena ha reso noto che è stata disattivata un'autobomba in una stazione di benzina sulla strada che collega Il Cairo a Suez.

Sempre in serata la procura ha reso noto di avere posto in custodia cautelare per quattro giorni il fondatore del movimento 6 aprile, motore della rivoluzione anti Mubarak del 2011, che solo il giorno prima era stato rilasciato.

L'accusa è di aver violato la nuova legge sulle manifestazioni, duramente contestata dagli attivisti. E nuovi scontri sono esplosi oggi anche ad Alessandria fra attivisti e forze dell'ordine che hanno sparato gas lacrimogeni durante proteste davanti al tribunale ad Alessandria per la ripresa del processo contro i poliziotti accusati della morte di Khaled Said, giovane blogger ucciso in detenzione e il cui volto è diventato il simbolo della rivoluzione del 25 gennaio 2011.

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SDA-ATS