Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Si sono chiuse alle 21 ora locale (le 20 in Svizzera) le urne nel terzo e ultimo giorno delle elezioni presidenziali egiziane. È ora cominciato lo spoglio delle schede. L'ex generale Abdel Fattah al Sisi otterrebbe, secondo i primi exit poll, il 95,3% delle preferenze, riferisce il sito Al Ahram, secondo il quale lo sfidante Hamdine Sabbahi avrebbe il 4,7%.

Il voto è stato contraddistinto da un'affluenza sotto le aspettative, nonostante il giorno supplementare concesso per recarsi alle urne.

Sisi marcia ora verso la presidenza, malgrado l'ostruzionismo delle opposizioni e l'apatia e l'indifferenza dei giovani annoiati o forse delusi per quello che in molti considerano un risultato quasi scontato.

L'affluenza stimata tra il 37-40% nei primi due giorni del voto ha portato la Commissione elettorale a prolungare per altre 24 ore l'appuntamento elettorale, sollevando polemiche nell'opinione pubblica, in particolare nei comitati elettorali di Sisi e del suo sfidante, il socialista Hamdine Sabbahi.

I ripetuti appelli a recarsi alle urne lanciati dalla presidenza ad interim e delle principali autorità civili e religiose del Paese - stando ai principali organi di stampa - non avrebbero sedotto la maggior parte degli elettori che hanno disertato le urne, complice il gran caldo e la chiusura nella sola giornata di martedì degli uffici pubblici, una misura che invece era stata presa per favorire il voto.

Rispetto a ieri, quando la tv di Stato aveva parlato di una limitata presenza di votanti, oggi la stessa emittente ha mostrato capannelli di gente davanti ai seggi che facevano il segno di vittoria con le dita della mano, mentre gli inviati speciali tracciavano un quadro a tinte più rosa, sottolineando un'affluenza in salita.

Alle voci che si erano diffuse tra i media di un'eventuale ritiro di Sabbahi dalla corsa elettorale, lo stesso candidato di sinistra ha replicato di volere proseguire per senso del "dovere" e di responsabilità".

Il quotidiano al Ahram ha sottolineato il suo sforzo quasi "erculeo" nell'andare avanti e far fronte al superfavorito Sisi. Non ci sono dubbi che l'eroe nazionale, il Leone della patria che ha cacciato lo scorso luglio il presidente islamista Mohamed Morsi espressione della Confraternita, proceda verso una vittoria certa.

SDA-ATS