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L'attentato al presidente della corte d'assise di Giza - e a 2 colleghi e altri collaboratori - è fallito per l'intervento della scorta, che è riuscita anche a catturare uno dei presunti attentatori. I giudici sono impegnati tutt'ora in processi per atti terroristici.

Nel febbraio scorso hanno condannato massimi dirigenti dei Fratelli Musulmani all'ergastolo per incidenti avvenuti davanti alla sede della Fratellanza nel giugno 2013.

Secondo dichiarazioni rese dal presidente della corte d'assise, Moataz Kafagi all'agenzia Mena, gli agenti della sicurezza che erano di scorta avrebbero visto due persone scendere da un taxi e collocare gli ordigni esplosivi sotto l'auto dello stesso Kafagi, vicino all'ingresso del suo stabile e su un albero. Gli agenti hanno subito inseguito i malfattori e ne hanno catturato uno, mentre veniva avvisato il giudici di allontanarsi dalle finestre.

Due delle bombe sono esplose, distruggendo cinque auto e ferendo quattro dei vicini di casa. Un'altra invece è stata disinnescata dagli artificieri.

Kafagi e gli altri due giudici - precisa l'agenzia - sono attualmente al lavoro in processi contro altri attentati ma in febbraio avevano condannato a morte e all'ergastolo una ventina di aderenti alla Fratellanza Musulmana, tra i quali alcuni dirigenti di primo piano: la guida suprema del movimento, Mohamed Badie, il numero due del gruppo, Khairat el Shater, Mohamed Katatni, Essam el Erian e il segretario generale del disciolto partito Giustizia e Libertà, Mohamed Beltagui.

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SDA-ATS