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Hamas ha vigorosamente smentito oggi informazioni secondo cui di recente sarebbe stata smantellata una sua cellula armata attiva nel Sinai. A diffondere questa informazione era stato il generale Ahmed Wasfy, comandante del secondo corpo di armata dell'esercito egiziano nel Sinai. Oggi un portavoce di Hamas, Sami abu Zuhri, gli ha replicato affermando che si tratta solo di "menzogne" concepite nel tentativo "di esportare la crisi egiziana nell'arena palestinese".

In seguito alla deposizione del presidente egiziano Mohamed Morsi, nel Sinai si è avuto un repentino aumento della tensione e l'esercito egiziano si è visto costretto ad inviare rinforzi, fra cui carri armati ed elicotteri da combattimento. La zona dei tunnel di contrabbando fra il Sinai e Gaza è fittamente presidiata dall'esercito egiziano che afferma di averne messi fuori uso la maggioranza.

Un'agenzia di stampa vicina a Hamas sostiene che dietro al moltiplicarsi degli incidenti a fuoco nel Sinai ci sarebbe in realtà un ex dirigente di al-Fatah a Gaza, Mohamed Dahlan, il cui intento sarebbe di creare un confronto fra l'esercito egiziano e Hamas.

Oggi intanto il capo dell'esecutivo di Hamas a Gaza, Ismail Haniyeh, ha avuto un colloquio telefonico con dirigenti dell'intelligence militare dell'Egitto. Scopo della telefonata, precisa il suo ufficio, era chiedere che l'Egitto intervenga su Israele affinché garantisca cure mediche adeguate ad un detenuto, Abdallah Barghuti, impegnato in un lungo sciopero della fame.

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SDA-ATS