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La branca egiziana dell'Isis ha rivendicato l'attacco contro il posto di blocco della polizia nel Sinai settentrionale presentandolo come una rappresaglia per le perquisizioni personali delle donne, perquisizioni che violano la morale islamica.

Nel testo rilanciato su internet si afferma che "questa operazione fa parte della risposta alle perquisizioni delle donne, alla loro umiliazione ai posti di blocco. Il futuro peggiore e più amaro", aggiunge l'Isis egiziano prospettando altri attentati.

Nella rivendicazione si sostiene però che non si è trattato di un attacco a colpi di mortaio come annunciato dal ministero dell'Interno egiziano bensì di "un'autobomba" seguita da un "assalto" in cui c'è stata anche la presa di "armi e munizioni". La rivendicazione indica il nome del presunto kamikaze ("il fratello Abu Kaakaa al Masri").

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SDA-ATS