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Uno scolaro di quinta elementare è morto per le percosse ricevute in classe dal suo maestro in una scuola del Cairo. Il bambino è deceduto dopo tre giorni di ricovero in ospedale dove era stato portato privo di conoscenza per un'emorragia cerebrale. Lo riferiscono media egiziani.

Il maestro è stato arrestato in attesa che un'autopsia accerti le cause del decesso. La zia della vittima, che si chiamava Islam Sherif, ha sostenuto che l'uomo era noto per i suoi modi violenti e minacciava gli alunni di picchiarli se non avessero fatto i compiti a casa. Il ministero dell'Educazione ha annunciato un indennizzo per la famiglia di Sherif pari a circa 3.600 euro (in un paese in cui il salario minimo è di 145 euro).

Già nel 2008, in una scuola elementare di Alessandria, un insegnante di matematica aveva ucciso un bambino prendendolo a calci al petto (ma fu condannato solo a sei anni di reclusione). Dal 1998 un decreto ministeriale comunque proibisce punizioni corporali e aggressioni psicologiche per gli alunni sotto qualsiasi forma, divieto contenuto anche in una più generale normativa del 2008 a tutela dell'infanzia.

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SDA-ATS