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Mentre i Fratelli musulmani parlano di almeno 4500 vittime nella repressione di ieri in Egitto, ed il ministero della Salute si ferma invece a 525 morti, barricate di sostenitori dell'ex presidente Mohamed Morsi e scontri, con altre vittime, sono segnalati in varie parti del Paese. Dopo lo sgombero violento delle piazze Rabaa e Nahda, simbolo dei pro-Morsi al Cairo, il partito Giustizia e libertà (Fjp), braccio politico dei Fratelli musulmani, ha convocato per domani una "grande mobilitazione". Intanto l'agenzia ufficiale Mena riferisce che l'autorità giudiziaria ha esteso di 30 giorni la detenzione preventiva per il deposto presidente.

Al Cairo, 3000 Fratelli musulmani hanno eretto nuove barricate a Ebeid Street, non molto distante da piazza Rabaa, davanti alla moschea di al Iman. Manifestanti pro-Morsi hanno anche bloccato la superstrada che porta alle Piramidi, nel governatorato di Giza, che abbraccia una parte del Cairo. Secondo l'agenzia Mena, i dimostranti hanno incendiato pneumatici e frapposto blocchi anche su altre strade verso Giza. Nell'area si sento spari, riferisce la tv.

Dimostranti pro-Morsi stanno manifestando anche ad Alessandria d'Egitto, dove, secondo la tv di stato, è di almeno "4 morti il bilancio degli scontri ad tra manifestanti e residenti". Fonti sul posto riferiscono che si possono sentire colpi d'arma da fuoco e che un corteo lungo attraversa una delle arterie principali della città, con i ritratti di Morsi e slogan contro le Forze armate e il ministro dell'Interno.

Intanto il sindacato dei giornalisti, chiedendo l'apertura di una inchiesta, ha denunciato l'uccisione di quattro i giornalisti ieri al Cairo. Altri 15 sono rimasti feriti. I quattro giornalisti uccisi nel corso degli scontri a Rabaa e Nahda sono Mick Dean, di SkyNews, 61 anni, Habiba Ahmed, della Revue Express Dubai, 26 anni, Ahmed Abdel Gawad, del quotidiano filo-governativo al Akhbar, e Mosaab el Shami, fotografo del sito Rasd.

La situazione sembra invece tranquilla nell'area dei resort sul Mar Rosso, nel Sud Sinai, dove il governo provvisorio ha deciso di togliere il coprifuoco. La decisione dell'esecutivo è arrivata dopo la richiesta del ministro del Turismo Hisham Zaazoue affinché "la città di Sharm el Sheikh possa offrire servizi ai turisti".

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SDA-ATS