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Gli scontri fra i manifestanti anti-Mubarak e i suoi sostenitori sono ripresi stamani in piazza Tahrir dopo una notte di violenze. Complessivamente le vittime sono sei e 836 i feriti.

Secondo un giornalista della Reuters sul posto carri armati ed esercito stanno allontanando i manifestanti pro-Mubarak dal gruppo di dimostranti contro il regime. Manifestazioni di protesta contro il governo sono in corso anche a Suez, 130 chilometri a est del Cairo, e Mansura, 120 km a nordest della capitale.

In mattinata il primo ministro Ahmed Shafiq ha annunciato l'apertura di un'inchiesta sulle violenze di ieri mentre il vicepresidente Omar Suleiman, che ieri sera aveva detto che non ci sarebbe stato nessun dialogo con le opposizioni finché i manifestanti rimanevano in piazza, ha annunciato una ripresa di contatti con le opposizioni.

L'apertura è però stata seccamente respinta da Mohamed el-Baradei e dai Fratelli musulmani, i quali hanno ribadito la richiesta di sempre, e cioè che prima di sedersi al tavolo se ne deve andare il rais. Anche il partito liberale Wafd, che secondo alcune fonti avrebbe partecipato ai colloqui, ha smentito. In un comunicato ha spiegato di avere disertato i colloqui per protesta con gli scontri violenti in piazza.

Nel frattempo si è diffusa la notizia che una una ventina di esponenti di Hezbollah detenuti in un carcere al Cairo sono riusciti ad evadere ed hanno già raggiunto il Libano.

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SDA-ATS