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Sono circa 200 i jihadisti del movimento Ansar Beit al-Maqdes - che si ispira ad al-Qaida - rinviati a giudizio oggi dal procuratore generale egiziano. Lo ha appreso l'ANSA da fonti giudiziarie. Sono accusati di aver cercato di assassinare il ministro dell'interno Mohamed Ibrahim, di atti terroristi ed attentati al Cairo, a Dakahyla nel Delta e nel Sinai. Dei duecento, la metà è in carcere, mentre gli altri sono in fuga.

I jihadisti sono anche accusati di "avere aderito all'organizzazione terrorista di al-Qaida e ad Hamas che finanzierebbe le loro azioni" e di atti di sabotaggio in tre governatorati.

Gli inquirenti sono convinti che i 200 affiliati di Ansar Beit al-Maqdes (i Partigiani di Gerusalemme) abbiano compiuto "41 operazioni terroristiche nei vari governatorati egiziani dopo la deposizione dell'ex presidente islamista Mohamed Morsi, di avere lanciato un missile contro un cargo cinese in navigazione nel Canale di Suez e avere tentato di sabotare il transito nell'area del canale facendo esplodere un sottomarino che trasportava una tonnellata di dinamite".

Gli accusati avrebbero anche ucciso tre ufficiali: il comandante Mohamed Mabrouk della sicurezza nazionale, che era il primo testimone a carico nel processo di spionaggio contro Morsi, il comandante Mohamed Abou Shakar e il tenente colonnello Mohamed Hassan. Tra le loro altre vittime - secondo l'accusa - anche il militare di leva Ali Ramadne e altri due civili.

SDA-ATS