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Egitto: risveglio con elicotteri, fuga in massa da carcere

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 gennaio 2011 - 11:08
(Keystone-ATS)

Dopo una nuova notte di coprifuoco, la situazione al Cairo è tranquilla ma c'è sempre il presidio dall'esercito, che sorveglia anche con elicotteri che volano bassi per prevenire assembramenti. Secondo fonti della sicurezza, in cinque giorni di manifestazioni ci sono stati più di cento morti.

A nord della capitale egiziana, migliaia di detenuti sono evasi da un carcere in rivolta, e già ieri si era registrata un'evasione da un'altra struttura. Sigillata dai tank piazza Tahrir, dove da giorni si assembrano in migliaia per chiedere la caduta del regime.

L'ambasciata Usa invita i cittadini statunitensi a lasciare il paese. Al Jazira denuncia: autorità ci chiudono ufficio del Cairo. Saccheggi al museo archeologico del Sinai.

Mohammed ElBaradei, premio Nobel per la Pace e oppositore del regime di Mubarak, in un'intervista al quotidiano italiano La Stampa dice che "Mubarak deve capire che il suo tempo è finito e lasciare pacificamente il potere. A quel punto dovremo costruire un governo di transizione che sia una coalizione in grado di rappresentare tutta la società".

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