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Egitto: riunito governo con premier Shafik

Il governo egiziano presieduto dal primo ministro Ahmad Shafik è riunito da questa mattina per esaminare la situazione interna e della sicurezza. Lo riferisce l'Agenzia Mena.

Intanto, sta dilagando la protesta dei poliziotti, che chiedono a gran voce l'arresto dell'ex ministro dell'interno, Habib El Hadly - già sotto inchiesta da parte della magistratura -, il pagamento dei loro stipendi degli ultimi mesi e migliori condizioni di lavoro. I manifestanti, oltre che davanti alla sede del ministero dell'interno del Cairo, si sono riuniti in vari altri punti della città, nell'aggregato urbano satellite del 6 Ottobre, e a Ismailiya.

Il ministro dell'Interno, Mahmud Waghdi, è sceso dal suo ufficio nel cortile antistante ed ha parlato ai manifestanti. Ha promesso un aumento di 300 lire egiziane (circa 50 franchi svizzeri) sulla paga base ed ha accettato le richieste di far tornare in servizio i poliziotti che sono stati allontanati o licenziati dopo gli scontri all'inizio della rivolta, che hanno causato - secondo stime dell'ONU - oltre 300 morti e migliaia di feriti.

Il ministro ha anche promesso che, come chiedevano i manifestanti, gli agenti riconosciuti responsabili di eccessi o di responsabilità dirette in quegli scontri, arrestati poi dai soldati che hanno sostituito i reparti di polizia nel controllo della città, non siano giudicati da tribunali militari, ma civili.

Alle dichiarazioni del ministro i manifestanti hanno risposto affermando che le sue parole non sono sufficienti per loro e che continueranno a manifestare fino a quando il governo non avrà emanato un decreto in proposito.

Qualche migliaia di poliziotti, soprattutto ufficiali e sottufficiali, si è riunita in piazza Galaa, vicino alla sede di un grande albergo e della importante stazione di polizia di Giza. Altre migliaia sono sulla grande strada Ramses, che collega la stazione centrale con il centro della città, nel quartiere residenziale di Heliopolis, nel quale è la residenza ormai vuota dell'ex presidente Mubarak, e nella città satellite del 6 Ottobre, ad una quindicina di chilometri dal Cairo, dove si sono riuniti a manifestare al quadrivio di piazza Juhayna.

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