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Alla fine il pugno di ferro è arrivato. Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha approvato un nuovo pacchetto di severe misure per contrastare il terrorismo di matrice islamista.

Tra i provvedimenti approvati c'è anche la pena di morte per chi fonda o guida una cellula terrorista. Per i critici di al-Sisi, però, queste leggi serviranno a stroncare il dissenso interno.

Sisi aveva promesso un giro di vite sul fronte dell'antiterrorismo nel giugno scorso, dopo l'attentato a mezzo autobomba che aveva ucciso il procuratore generale Hisham Barakat. Ora, con la firma del presidente, la nuova legislazione diventa esecutiva. Il pacchetto - che prevede 54 nuove misure - definisce il concetto di terrorismo in termini molto laschi, descrivendolo in un passaggio come "ogni atto che lede l'ordine pubblico con la forza".

Circostanza che ha sollevato le critiche di politici e gruppi che si impegnano per la difesa dei diritti umani, preoccupati che il pugno di ferro contro il radicalismo jihadista possa in realtà essere usato in modo spregiudicato.

L'altro passaggio 'delicato' sono le multe molto pesanti - anche decine di migliaia di euro - previste per i giornalisti che pubblicano "notizie o dichiarazioni false" su atti terroristici o che pubblicano informazioni che contraddicono le note diffuse dal ministero della Difesa. La bozza originale prevedeva due anni di carcere ma è stata in seguito rivista sull'onda di una valanga di contestazioni, sia sul fronte interno che sulla scena internazionale.

Amnesty International ha messo in guardia la scorsa settimana che le nuove leggi impediranno la libertà di espressione e il diritto di manifestare pacificamente, di fatto portando il Paese a uno stato di emergenza permanente. "Queste nuove misure diventeranno un altro strumento nelle mani delle autorità per stroncare ogni forma di dissenso e spianare i diritti umani", dice alla Bbc Said Boumedouha, responsabile dell'organizzazione per il Medioriente e il Nord Africa.

Il pacchetto prevede anche che i processi ai danni di sospetti militanti vengano trattati da tribunali speciali e che chi aderisce a un gruppo radicale rischia ora una pena di 10 anni di prigione; finanziare un'associazione terrorista potrà costare molto cara (l'ergastolo, ovvero 25 anni di carcere); anche esaltare atti di natura violenta o creare un sito internet con lo scopo di diffondere messaggi di matrice terroristica verrà punito col carcere (pene comprese fra i 5 e i 7 anni).

Il governo egiziano è impegnato in un braccio di ferro coi Fratelli Musulmani, che bolla come un'organizzazione terroristica, e da quando al-Sisi è andato al potere, dopo l'ondata di proteste abbattutasi contro il presidente eletto Mohamed Morsi, ha moltiplicato le azioni contro il radicalismo islamico, arrestando migliaia di attivisti.

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SDA-ATS