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Il vicepremier russo Igor Secin, lo zar dell'energia e uno dei più stretti alleati del premier Vladimir Putin, ha accusato Google di aver alimentato la rivolta in Egitto che ha portato alle dimissioni di Hosni Mubarak.

"Guardate cosa hanno fatto in Egitto, quei top manager di Google, quale manipolazione di energia popolare c'è stata lì", ha dichiarato Secin al "Wall Street Journal". Il riferimento evidentemente è a Wael Ghonim, direttore marketing regionale di Google, fatto sparire per oltre una settimana dalla polizia egiziana per aver usato social network come Facebook e Twitter per organizzare proteste anti-Mubarak.

Secin è considerato un falco dell'amministrazione Putin e il suo commento appare ad alcuni analisti un segnale della crescente preoccupazione tra i "duri" del governo sul ruolo di internet nei disordini che hanno scosso il mondo arabo.

In Russia internet è l'unico spazio davvero libero, anche per la critica a Putin, al presidente Dmitri Medvedev e in genere alla "nomenklatura" russa. Finora il paese ha resistito alla tentazione di imporre restrizioni, a partire da Medvedev, che non ha mai nascosto la sua passione per il mondo internet.

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SDA-ATS