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Un invito al presidente dell'Egitto Mohammed Morsi a visitare Gaza è stato lanciato ieri dal capo dell'esecutivo di Hamas nella Striscia, Ismail Haniyeh, durante una visita al Cairo negli uffici dei Fratelli Musulmani. Haniyeh, riferisce la stampa, ha invitato a Gaza anche due dirigenti di quella organizzazione, Mohammed Wadie e Khayrat Shater.

Hamas sostiene che Haniyeh è stato accolto da Morsi con grande calore. Il presidente egiziano - afferma la stampa - ha promesso di estendere le ore di lavoro al valico di Rafah, fra Gaza e il Sinai, e di consentire il transito quotidiano di 1.500 passeggeri (rispetto ai circa 400 odierni). L'Egitto avrebbe promesso inoltre di aiutare concretamente la Striscia a superare la grave penuria di energia elettrica. Haniyeh, da parte sua, ha proposto di riaprire a Gaza il consolato dell'Egitto (chiuso nel 2007, quando le forze leali ad Abu Mazen furono espulse con un colpo di mano) e ha assicurato che Hamas non creerà a Gaza alcuna "entità indipendente".

Nel frattempo due gruppi in apparenza vicini ad al-Qaida, attivi nel Sinai, hanno rivendicato la paternità di recenti attentati. I 'Mujaheddin del Consiglio della Shura' hanno affermato di aver organizzato un attentato in cui, il mese scorso, rimase ucciso un civile israeliano impegnato nella costruzione di un tratto della barriera di confine. Il secondo gruppo, 'Beit al Maqdis' si è assunto la paternità di un nuovo sabotaggio - il quindicesimo, in un anno e mezzo - del gasdotto del Sinai che in passato garantiva la esportazione di gas naturale verso Israele e Giordania.

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SDA-ATS