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Dopo aver rieletto sei consiglieri federali, l'Assemblea federale ha iniziato a votare per eleggere il successore di Eveline Widmer-Schlumpf in governo. Come al primo turno anche al secondo nessuno dei tre candidati UDC ha superato la prova. Vi è un terzo scrutinio.

Al secondo turno Guy Parmelin ha ottenuto 117 voti, Thomas Aeschi 78 e Norman Gobbi 30. Vi sono stati 14 voti sparsi.

Per quanto riguarda i rieletti, oggi spicca il brillante risultato del ministro degli affari esteri Didier Burkhalter, in carica dal 2009, che ha ricevuto 217 voti su 231 schede valide. Solo il socialista basilese Hans-Peter Tschudi aveva fatto meglio nel 1971, con 220 voti.

Anche gli altri cinque consiglieri federali hanno conseguito da ottimi a buoni risultati personali: Doris Leuthard (215 voti su 234 schede valide), Alain Berset (210 voti su 233), Johann Schneider-Ammann (191 su 219), Simonetta Sommaruga (182 su 221) e Ueli Maurer (173 su 210).

Soltanto in occasione della rielezione dei ministri della giustizia e della difesa, diversi voti sono stati dispersi: quando si è trattato di riconfermare Sommaruga 11 voti sono andati al consigliere agli Stati Daniel Jositsch (PS/ZH) e 28 sparsi, durante la rielezione di Maurer 10 schede sono state attribuite al consigliere nazionale Thomas Hurter (UDC/SH) e 27 a persone sparse. Compresi l'UDC e il PS, i partiti governativi hanno mostrato che tenevano al rinnovo dei membri dell'Esecutivo in carica.

In apertura dei lavori dell'Assemblea federale aveva reso omaggio a Eveline Widmer-Schlumpf che in otto anni al governo ha dato prova di impegno, di capacità di dialogo e di rispetto per le istituzioni, ha affermato davanti alle Camere riunite la presidente dell'Assemblea federale Christa Markwalder (PLR/BE).

Certo, dopo la sua elezione a sorpresa in Consiglio federale, la borghese-democratica ha dovuto affrontare mesi difficili, ma in Parlamento "l'abbiamo sempre apprezzata per la sua conoscenza dei dossier e la capacità di cercare il dialogo con tutti i partiti", ha aggiunto Markwalder.

Nel suo discorso di commiato, la ministra ha ringraziato il Parlamento per il sostegno ricevuto durante i suoi anni in governo. La consigliera federale ha poi lodato il sistema politico svizzero, che garantisce la separazione dei poteri e protegge contro le derive. "Il rispetto delle minoranze e la ricerca di un compromesso sono una buona cosa tipicamente elvetica", ha proseguito Widmer-Schlumpf.

La ministra grigionese, che ha utilizzato i quattro idiomi nazionali nel suo discorso, ha pure ringraziato la sua famiglia per il suo sostegno indefettibile.

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SDA-ATS