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Dopo essersi accomiata da Eveline Widmer-Schlumpf, l'Assemblea federale ha rieletto in governo Doris Leuthard (PPD/AG), Ueli Maurer (UDC/ZH), Didier Burkhalter (PLR/NE), Simonetta Sommaruga (PS/BE), Johann Schneider-Ammann (PLR/BE) e Alain Berset (PS/FR).

L'Assemblea federale procede ora alla tanto attesa elezione del successore di Eveline Widmer-Schlumpf in Consiglio federale. I democentristi propongono tre candidati ufficiali: i consiglieri nazionali Thomas Aeschi (ZG) e Guy Parmelin (VD), nonché il consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi (Lega/UDC).

Oggi spicca la brillante rielezione del ministro degli affari esteri Didier Burkhalter, in carica dal 2009, che ha ricevuto 217 voti su 231 schede valide. Solo il socialista basilese Hans-Peter Tschudi aveva fatto meglio nel 1971, con 220 voti.

Anche gli altri cinque consiglieri federali hanno conseguito da ottimi a buoni risultati personali: Doris Leuthard (215 voti su 234 schede valide), Alain Berset (210 voti su 233), Johann Schneider-Ammann (191 su 219), Simonetta Sommaruga (182 su 221) e Ueli Maurer (173 su 210).

Soltanto in occasione della rielezione dei ministri della giustizia e della difesa, diversi voti sono stati dispersi: quando si è trattato di riconfermare Sommaruga 11 voti sono andati al consigliere agli Stati Daniel Jositsch (PS/ZH) e 28 sparsi, durante la rielezione di Maurer 10 schede sono state attribuite al consigliere nazionale Thomas Hurter (UDC/SH) e 27 a persone sparse.

Sin da subito si è però capito che il Parlamento volesse optare per la concordanza e per la stabilità politica della Svizzera. L'eccellente risultato della ministra popolare-democratica, la prima a essere sottoposta al verdetto delle due Camere riunite, ha infatti condizionato il proseguimento delle altre rielezioni. Compresi l'UDC e il PS, i partiti governativi hanno mostrato che tenevano al rinnovo dei membri dell'Esecutivo in carica.

In apertura dei lavori dell'Assemblea federale aveva reso omaggio a Eveline Widmer-Schlumpf che in otto anni al governo ha dato prova di impegno, di capacità di dialogo e di rispetto per le istituzioni, ha affermato davanti alle Camere riunite la presidente dell'Assemblea federale Christa Markwalder (PLR/BE).

Certo, dopo la sua elezione a sorpresa in Consiglio federale, la borghese-democratica ha dovuto affrontare mesi difficili, ma in Parlamento "l'abbiamo sempre apprezzata per la sua conoscenza dei dossier e la capacità di cercare il dialogo con tutti i partiti", ha aggiunto Markwalder.

Nel suo discorso di commiato, la ministra ha ringraziato il Parlamento per il sostegno ricevuto durante i suoi anni in governo. La consigliera federale ha poi lodato il sistema politico svizzero, che garantisce la separazione dei poteri e protegge contro le derive. "Il rispetto delle minoranze e la ricerca di un compromesso sono una buona cosa tipicamente elvetica", ha proseguito Widmer-Schlumpf.

La ministra grigionese, che ha utilizzato i quattro idiomi nazionali nel suo discorso, ha pure ringraziato la sua famiglia per il suo sostegno indefettibile. "È stato un grande privilegio lavorare con voi", ha aggiunto la borghese-democratica. "Per questo vi ringrazio di tutto cuore", ha concluso rivolgendosi all'Assemblea federale.

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SDA-ATS